Renzi senior e quel mutuo erogato dal padre di Lotti

Tiziano Renzi (Youtube)
Tiziano Renzi (Youtube)

Si è conclusa l’udienza fissata dal gip di Genova nell’ambito del processo sulla bancarotta della Chil Post, la società di marketing guidata da Tiziano Renzi. Lo scorso 9 giugno il gip di Genova Roberta Bossi aveva detto no alla richiesta di archiviazione avanzata dal pm genovese Marco Airoldi in merito al procedimento che vede indagato il padre del Premier, dando ragione a Vittorio Caporali, l’imprenditore che sostiene di vantare un credito di 8mila euro dalla società. In precedenza Al termine dell’udienza di ieri, il gip si è riservato ogni decisione.

Intanto, una nuova tegola si abbatte su Renzi senior ed è denunciata da Giovanni Donzelli, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, secondo il quale dei documenti provano come Marco Lotti, padre del sottosegretario Luca Lotti, nel 2009, in qualità di dirigente della banca Bcc di Pontassieve abbia concesso un mutuo da 697mila euro, erogato alla Chil Post con la garanzia di Fidi Toscana il 22 luglio 2009. Spiega Donzelli: “Le carte dicono che i debiti dell’azienda di famiglia di Renzi sono stati pagati dai cittadini e non dalla famiglia di Renzi grazie a delle carte, dei pareri e dei mutui concessi da una banca, la Bcc di Pontassieve. E la firma ce l’ha messa Marco Lotti”.

Secondo il consigliere regionale, tutto è avvenuto “negli stessi giorni in cui il figlio Luca diventava il capo della segreteria politica di Matteo Renzi appena eletto sindaco”. Donzelli continua: “A quanto pare inoltre non solo il papà di Renzi ma ora anche quello di Lotti ha omesso di comunicare alla Regione i mutamenti societari che trasformarono la Chil da un’azienda femminile e toscana, ad una maschile e ligure, elementi che avrebbero comportato la perdita dei requisiti necessari ad ottenere la garanzia da Fidi Toscana”.

GM