Suicida per bullismo su Facebook: “Erano solo scherzi”

Facebook (JEWEL SAMAD/AFP/Getty Images)
Facebook (JEWEL SAMAD/AFP/Getty Images)

Parla uno degli ‘aguzzini’ del giovane di 26 anni, che, mortificato dalla vergogna per la pubblicazione di alcune sue foto su Facebook, dopo la denuncia alla polizia postale, si è chiuso in uno stato depressivo e poi si è suicidato. Luca Giolitto è il titolare della Carrozzeria al Borgo, dove la vittima ha lavorato tre anni e quelle immagini le descrive così: “Erano foto scherzose. Di quelle che si fanno tra amici. Niente di più. Nessuna foto nuda”.

Nessuna traccia dunque ci sarebbe a suo dire di bullismo, ma solo “una foto su un bidone della pattumiera e l’altra in un carrello” e il 26enne “era un timido, ma anche lui rideva degli scherzi”. Il meccanico spiega: “L’indagato per Facebook è un mio meccanico. Ora vedremo che cosa accadrà al processo”. Sul fronte opposto, i genitori della vittima, in particolare il padre, continuano a chiedere giustizia: “Voglio che chi lo ha ridotto in quello stato paghi, e che quei soldi vadano in beneficenza”.

Sulla vicenda, avvenuta nel vercellese, interviene anche l’assessore regionale ai Diritti, Monica Cerutti: “Se vogliamo evitare altre tragedie simili dobbiamo intervenire sui bambini in età scolare. Così, con iniziative come Move Up, portiamo le forze dell’ordine nelle scuole per sensibilizzare al rispetto della diversità, alla prevenzione della violenza e a un uso consapevole delle tecnologie”. Prosegue l’esponente della giunta Chiamparino: “Stiamo lavorando a un tavolo di coordinamento regionale che lotti contro il Cybercrime che si occupa delle ‘truffe sottili’, quelle che fanno leva su emozioni e sentimenti per estorcere ingenti cifre di denaro. Noi, cittadini e amministratori, non possiamo lasciare solo chi è vessato dal web nella vita di tutti i giorni”.

 

GM