Tsipras “duro a morire”, ma deve di nuovo allearsi con la destra

Tsipras col leader di destra Kammenos (Milos Bicanski/Getty Images)
Tsipras col leader di destra Kammenos (Milos Bicanski/Getty Images)

Otto mesi dopo, è ancora Syriza, il partito della sinistra radicale di Alexis Tsipras, a vincere le elezioni in Grecia. Un successo ancora una volta a mani basse, ma su cui pesa come un macigno il dato sull’astensionismo, salito di nove punti, fino a toccare il 45%. A scrutinio quasi ultimato, in ogni caso, Syriza raccoglie il 35,5% dei consensi e consegue 145 seggi, mentre Nea Demokratia si ferma al 28,1%, ma soprattutto resta indietro di settanta seggi. Confermato l’exploit dell’estrema destra di Alba Dorata, terzo partito con il 7%, mentre ottengono un discreto consenso i comunisti del Kke. Male a sinistra Unità popolare, la formazione dei fuoriusciti di Syriza, che si ferma di poco sotto il 3% e non elegge parlamentari.

Ancora una volta, dunque, Alexis Tsipras dovrà puntare sulle alleanze e a tendergli la mano ci pensa Panos Kammenos, a capo di Anel, formazione della destra euroscettica, che annuncia dal palco spalla a spalla con il leader di Syriza: “Formeremo il nuovo governo con lui”. Niente alleanze col Pasok, dunque, considerato troppo neoliberista, né con altri partiti di centrosinistra più filoeuropeisti come To Potami. Il primo commento in serata Tsipras lo affida a Twitter: “Porteremo avanti il Paese con il duro lavoro e la perseveranza”.

Dal palco, quindi, il premier in carica mette in evidenza come abbia ricevuto dalla gente un mandato chiaro: “Voglio ringraziarvi dal profondo del mio cuore per questa grande vittoria. E’ stata una battaglia difficile ma abbiamo avuto ragione. Grazie ai giovani per questa battaglia. Il popolo greco ci ha dato un mandato chiaro per i prossimi quattro anni: dobbiamo chiudere con tutto quello che ci tiene inchiodati a ieri”.

I rapporti con l’Ue

Tsipras insiste: “Da domani cominciamo la grande battaglia per cambiare i rapporti in Europa. Da domani lavoriamo duramente, per una Grecia dell’uguaglianza e della giustizia sociale, per il bene del nostro Paese”. In serata, dal partito fanno sapere che il governo “continuerà i duri negoziati con i creditori realizzando che questo è l’inizio della battaglia”. Il voto, dunque, è servito a Tsipras per sentirsi investito del mandato popolare a trattare, restando nell’Unione Europea.

Che non resta a guardare, anzi il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, ministro olandese delle Finanze, si è congratulato per la riconferma di Syriza, dicendosi “impaziente” di vedere la formazione di “un nuovo governo con un forte mandato per proseguire le riforme”.

GM