Migranti: mentre l’Europa discute, i bambini piangono sugli scudi della polizia

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(BULENT KILIC/AFP/Getty Images)

Ci sono immagini che dicono più di tante parole. Le parole sono quelle di Bruxelles, e spesso non portano a decisioni concrete. Le immagini sono quelle dei bambini disperati che fronteggiano a modo loro i cordoni di polizia che non intendono far passare loro e le loro famiglie. Bambini che piangono sugli scudi dei poliziotti, bambini ancora troppo piccoli che gattonano a pochi centimetri dagli agenti in tenuta antisommossa, proprio come si vede nelle foto che arrivano dall’autostrada Istanbul-Edirne dove le forze dell’ordine impediscono ai profughi siriani di passare il confine. Sono i corto circuiti, non solo mediatici, di una situazione disperata, con foto (come quella del povero Aylan) che diventano virali e spopolano sul web, mentre di virale c’è solo la disperazione di questa gente.

Nel frattempo tornando alle parole l’Europa prova a decidere qualcosa e a maggioranza qualificata approva il provvedimento delle quote  di ricollocamento dei 120mila rifugiati arrivati negli ultimi mesi. Ad opporsi al provvedimento ancora i Paesi dell’Est che danno il segnale previsto di un’Europa totalmente spaccata. Tutto questo mentre il presidente della Commissione Europea Juncker prova a far riflettere sulla reale portata delle cifre: “120mila rifugiati? Siamo ridicoli data la grandezza del problema, mi chiedo se i libanesi o i giordani che ne accolgono alcuni milioni capiscono quello di cui stiamo parlando”.

Le cifre minimizzate da Juncker fanno comunque impressione perché proprio oggi l’Ocse ha fatto sapere che il numero di richiedenti asilo è salito a 1 milione con “un’immigrazione permanente legale paragonabile a quella osservata negli Stati Uniti”. Sono arrivate poi anche le cifre dell’Unicef che segnala che nei primi sette mesi del 2015 già 133 mila bambini hanno chiesto asilo all’Ue, con un incremento di quasi l’80% rispetto al 2014.  Proprio quei bimbi innocenti che di fronte agli scudi della polizia che blocca la loro strada non capiscono, piangono e si aggrappano ai loro genitori per trovare un po’ di serenità in questo mondo ancora troppo caotico e crudele per loro.

F.B.

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