Ristoratore solidale coi marò: “Niente pasti agli indiani”

Cartello pro marò (ritaglio Facebook)
Cartello pro marò (ritaglio Facebook)

“Qui non serviamo pasti agli indiani in solidarietà con i nostri marò”: questa la scritta apparsa sulla lavagnetta di un ristorante di Milano, in zona Arco della Pace. La scritta è stata rilanciata anche su Facebook e più volte segnalata dagli utenti. “La Posteria di Nonna Papera”, questo il nome del locale, non è nuova a iniziative provocatorie: “No Pizza! No Hamburger! Lo chef consiglia: Cambiate ristorante”, si leggeva infatti ad aprile sulla stessa lavagnetta, per evidenziare come la peculiarità del locale foss eil made in Italy.

Il “divieto d’accesso” ai cittadini indiani non è però piaciuto a tantissimi utenti dei social network, che hanno preso d’assalto la bacheca del profilo Facebook del ristorante anche quanto la scritta è scomparsa. La protesta si è spostata anche su TripAdvisor: “Se cucinano come scrivono i cartelli che espongono contro il popolo indiano, statene alla larga”, è una delle tante recensioni negative giunte in queste ore contro il ristorante.

“Sono stato coperto da una marea di insulti e mi hanno danneggiato il locale. Abbiamo subito tolto il messaggio dalla lavagna, non vogliamo altre ripercussioni”, si difende il titolare del ristorante, Lamberto Frugoni, a RepTv. Il commerciante insiste: “Mi viene solo da ridere; io la mia clientela ce l’ho, non mi spaventa di certo. Era una provocazione. I miei dipendenti sono dello Sri Lanka, sono garante del mutuo di un peruviano, e io sarei razzista? Sono tre anni che questi ragazzi aspettano un processo, per caso la comunità indiana in Italia ha mai fatto qualcosa per chiedere giustizia? Ognuno di noi nel nostro piccolo deve impegnarsi, facile, troppo facile mettersi su Facebook e attaccare”.

Frugoni chiarisce: “Sulla mia lavagna scrivo quello che voglio, i messaggi sono impostati sulla mia persona, poi dipende dal cliente se è intelligente e capisce. Chiaramente, se si fosse presentato un indiano a chiedere chiarimenti, sarebbe iniziata una discussione. Nella vita bisogna sempre discutere, parlare, comunicare. Si può anche fare con i messaggi che io espongo sulla lavagna”.

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GM