Spaccio coi figli in braccio: 16 arresti

Sequestro di droga (JEAN-CHRISTOPHE MAGNENET/AFP/Getty Images)
Sequestro di droga (JEAN-CHRISTOPHE MAGNENET/AFP/Getty Images)

Al termine dell’inchiesta ‘Fisheye’, la polizia di Stato ha arrestato a Taranto 16 persone con accuse a vario titolo di associazione per delinquere e traffico di droga: gli uomini della Questura, coadiuvati dai Reparti prevenzione Crimine di Bari e Potenza, e con il supporto dei cani antidroga, hanno infatti smantellato un’organizzazione operativa nella città vecchia del capoluogo ionico. Sequestrati fiumi di cocaina, eroina, hashish e metadone. Tra le persone arrestate anche tre donne.

Spesso lo spaccio di sostanze stupefacenti, documentato in maniera inoppugnabile dalle immagini registrate durante il lavoro di indagine, durato mesi, avveniva sotto gli occhi dei figli minori. A volte, le donne per il pagamento e la consegna delle sostanze stupefacenti calavano dai balconi panieri legati a una corda. Ognuno all’interno del clan aveva un ruolo ben preciso: il collettore di denaro, che organizzava acquisto e spaccio, lo spacciatore vero e proprio, il cosiddetto “palo” e l’addetto al trasporto dello stupefacente.

Le indagini sono partite nel gennaio 2014 dopo l’agguato al presunto capo dell’associazione, Antonio Pizzolla. Soddisfazione per gli arresti avvenuti oggi all’alba è stata espressa dal questore Stanislao Schimera, che ha definito la base dello spaccio, l’area intorno a largo San Gaetano “un quadrilatero inespugnabile”, spiegando che siamo di fronte a “un autentico feudo smantellato e restituito alla città”.

 

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GM