Ventimiglia: denunce e fogli di via per chi aiuta i migranti

Migranti a Ventimiglia (CHRISTOPHE MAGNENET/AFP/Getty Images)
Migranti a Ventimiglia (CHRISTOPHE MAGNENET/AFP/Getty Images)

Al confine tra Italia e Francia, a Ventimiglia, da mesi sono accampati centinaia di migranti, che fanno pressione per potersi recare oltralpe. Ad aiutarli, sin da subito, tantissimi attivisti, che si prodigano perché possano essere garantiti quantomeno i servizi essenziali. Tra loro c’è ad esempio Pasquale, un contadino della vicina Dolceacqua, la cui vicenda personale è raccontata da ‘Repubblica’. L’uomo ha messo a disposizione dei migranti il proprio marchingegno a energia solare, per permettere loro di ricaricare i cellulari e sostiene: “Ma non lo usavano solo loro, la sera arrivavano anche i poliziotti con i cellulari”. Qualche giorno fa ha ricevuto il foglio di via e non è l’unico.

Spiega Lorenzo, un’attivista della rete di solidarietà ai migranti: “Sono i provvedimenti con cui stanno decimando il nostro movimento, sperando di fermarci”. Quindi entra nello specifico: “Pasquale, che per il campo ha fatto tanto, ha costruito anche bagni e docce, è stato una delle vittime di quei provvedimenti che colpiscono sempre più attivisti italiani. Per ora abbiamo ricevuto 20 denunce per occupazione abusiva di suolo pubblico o manifestazione non autorizzata, e 8 fogli di via”.

I soggetti destinatari di foglio di via sono considerati “socialmente pericolosi” e nel caso di Pasquale, si legge nel provvedimento, si è “ritenuto che in quel Comune non vi ha residenza né alcuna regolare occupazione lavorativa e che si reca allo scopo di reiterare quei reati che creano allarme sociale, nonché valutata l’urgente necessità di allontanare (il soggetto) dal Comune di Ventimiglia in quanto si ha fondato motivo di reputarlo elemento pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica”. Il contadino si difende da queste accuse: “Questa è casa mia, abito a 7 chilometri da Ventimiglia e ci passavo spesso, per andare a fare compere, o all’ufficio di collocamento, perché vivo di lavoretti in città. Se ho commesso dei reati sono pronto a pagare, ma questa limitazione è eccessiva, non sono mica Totò Riina”.

GM