Ecco come Putin ha messo all’angolo Obama nella lotta all’Isis

Putin Obama
(JEWEL SAMAD/AFP/Getty Images)

Appare ormai chiaro a tutti che le azioni di Putin sulla questione siriana abbaino avuto l’effetto sperato dal Cremlino. La lotta all’Isis e il contestuale appoggio al regime di Assad ormai trovano una netta contrapposizione solo negli Stati Uniti che, come dice il segretario di Stato Kerry, vorrebbero sì combattere i jihadisti, ma vorrebbero anche eliminare Assad.

Putin con i suoi movimenti militari che hanno portato già forze russe sul territorio siriano e con le sue relazioni diplomatiche, come l’accordo raggiunto con Israele, ha preso decisamente il sopravvento mettendo di fatto politicamente all’angolo in uno stato di isolamento l’amministrazione Obama. Il primo passo compiuto dal Cremlino è stato il costante sostegno dato ad Assad, il quale in una recente intervista ha riconosciuto la fedeltà dell’alleato russo attaccando pesantemente gli Usa: “Non accettano che siamo l’unica forza che combatte sul campo l’Isis. Non c’è alcun coordinamento con il loro esercito. Anzi. La coalizione occidentale non è stata in grado di prevenire l’espansione dell’Isis”. Il secondo passo è una collaborazione strategica sempre più stretta con l’Iran che non a caso ha concesso ai caccia russi diretti in Siria di sorvolare i propri cieli. La conferma della bontà di questi rapporti arriva direttamente dal vice ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian che ha detto: “Mosca e Teheran intendono usare tutte le possibilità e il potenziale per contribuire ad uscire dalla crisi in Siria”. Un altro step importante e senza dubbio spiazzante per Washington è stata proprio l’apertura agli Stati Uniti, una mossa che ha permesso a Putin di mettere alle strette l’amministrazione Obama sulla politica estera della quale molti iniziano a nutrire dubbi, soprattutto per il fatto che la guerra all’Isis sembra non sia mai davvero partita e non sembra essere una priorità americana.

F.B.