La tragica verità sulla fine della piccola Bella

La piccola Bella Bond (websource)
La piccola Bella Bond (websource)

Particolari inquietanti emergono al processo sulla morte della piccola Bella Bond, la bimba di appena due anni trovata cadavere in spiaggia qualche mese fa a Boston. Secondo quanto stanno accertando gli inquirenti, a uccidere la piccola è stato Michael McCarthy, il fidanzato della madre, di nome Rachelle Bond, perché convinto che la bambina fosse posseduta. “Era un demone, era giunto il suo momento di morire”, avrebbe detto l’assassino alla mamma di Bella Bond, che da quel che si apprende sarebbe comunque coinvolta nell’omicidio.

La donna ha scoperto Mc Carthy in piedi sopra la bimba mentre lei giaceva morta nel letto; il cadavere della bambina è stato poi occultato in spiaggia. Secondo quanto sostengono gli investigatori, quella di Michael McCarthy per demoni ed esorcismi era una vera e propria ossessione. A imprimere una svolta alle indagini, è stato un amico della coppia, che ne ha raccolto le confidenze. Secondo quanto si apprende, l’uomo ha anche vissuto per un periodo con i due, salvo poi andarsene, “inorridito” dal comportamento nei confronti della piccola Bella da parte della madre e del suo compagno.

Tra le accuse dell’uomo c’è quella che McCarthy in almeno due occasione avrebbe chiuso la bambina in un armadio per oltre mezz’ora, urlando poi: “Era posseduta dai demoni, ecco perché dovevo punirla”. I magistrati, sentita la testimonianza, hanno aggiornato l’udienza al prossimo 20 ottobre.

GM