Soffocò figlio adottivo nel sonno: “Liberatelo, non è pericoloso”

Ospedale psichiatrico giudiziario (DANIEL GARCIA/AFP/Getty Images)
Ospedale psichiatrico giudiziario (DANIEL GARCIA/AFP/Getty Images)

Nel luglio 2014, a Pescara, Massimo Maravalle, un uomo di 47 anni, affetto da disturbo psicotico atipico, soffocò nel sonno il figlioletto adottivo di 5 anni, un bambino di origine russa, mentre la moglie stava dormendo, utilizzando un cuscino. A dare l’allarme era stata la donna, che poco prima dell’una si era svegliata e si era accorta che il bambino non respirava più. All’arrivo dei sanitari e della polizia, mentre la madre del bimbo era sconvolta, il padre era impassibile, circostanza che ha insospettito gli agenti che lo hanno portato in Questura per interrogarlo sull’accaduto. Davanti alle forze dell’ordine, l’uomo ammise le proprie responsabilità.

Durante l’udienza di ieri, alla presenza del padre assassino, sono state evidenziate le risultanze della relazione presentata dallo psichiatra Renato Ariatti, che di fatto chiede che Maravalle venga liberato: “Oggi Maravalle non è pericoloso. È in grado di essere rimesso in libertà e se il giudice prenderà questa decisione potrà proseguire le cure fuori, come qualsiasi altro cittadino”. L’assassino, dopo un periodo di detenzione nel penitenziario del capoluogo abruzzese, da dicembre 2014 si trova presso la casa di cura e custodia annessa all’ormai ex ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa.

La decisione venne presa sulla base di un provvedimento emesso dal gip del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, in virtù di un’altra perizia dello stesso Ariatti, in cui venivano attestate l’incapacità di intendere e di volere del genitore assassino al momento del delitto, oltre a “quote attenuate” di pericolosità sociale dello stesso. La decisione finale sulla sorte di Maravalle spetta adesso al gup, che dovrebbe renderla nota nella prossima udienza, fissata per il 29 ottobre.

GM