“Strisce blu tassa ingiusta”, una donna vince il ricorso

Strisce blu (licenza CC-BY-SA-3.0)
Strisce blu (licenza CC-BY-SA-3.0)

Il giudice di pace di Alessandria Cinzia Dettori, ha accolto il ricorso di un’automobilista del posto, annullando i due verbali di contravvenzione per divieto di sosta da lei impugnati, in base al principio stabilito dall’articolo 7 comma 8 del Codice della strada, secondo il quale “il Comune che gestisce aree di sosta a pagamento deve riservarne altre a titolo gratuito”. La donna, che si chiama Letizia Cuca, residente al Quartiere Cristo, stanca di pagare le multe, dopo averne ricevute una trentina, ha fatto ricorso contro le ultime due, per aver parcheggiato senza pagare, davanti alle Poste di piazza Libertà, vicino al suo luogo di lavoro.

A sostenere la difesa, Fulvio Cassano e Alessio Abbinante, legali della donna per conto dell’Adiconsum, che si rifanno a una sentenza delle Sezioni unite della suprema corte di Cassazione.  In sostanza, la notifica delle contravvenzioni è “giuridicamente inesistente, da considerarsi, quindi, come non avvenuta, perché effettuata da una società priva di recapiti alla quale il Comune ha affidato il servizio di consegna atti giudiziari”. La decisione del giudice di pace è immediatamente esecutiva, ma appellabile, tant’è che il legale del Comune ha già commentato che il comportamento dell’ente pubblico è stato corretto e basato su un adeguato piano parcheggi.

GM