Violentata a 27 anni durante la guerra e risarcita soltanto ora che ne ha 98

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(Keystone/Getty Images)

E’ l’incredibile storia di Rosa, una donna stuprata durante la Seconda Guerra Mondiale quando aveva 27 anni e si trovava nel basso Lazio. Lei insieme ad altre migliaia di donne fu vittima dei cosiddetti goumiers, soldati marocchini che combatterono al fianco degli alleati. Essi erano specializzati in raid notturni, ma purtroppo erano anche protagonisti di razzìe, omicidi, violenze di ogni tipo e anche stupri. Furono i macabri protagonisti di un vero e proprio stupro di massa (circa 3mila e 500 tra donne e bambine) troppo spesso dimenticato dai libri di storia.

Molte di quelle vittime rimasero in silenzio e non denunciarono nulla per la vergogna, molti figli nacquero da quelle violenze. Rosa invece denunciò quello che accadde e si mise in attesa di un risarcimento da parte dello Stato Italiano. Nel frattempo a causa dello stupro subito passò mesi in ospedale e dovette essere sottoposta anche ad interventi chirurgici. Ma per lo Stato non fu degna di attenzione almeno fino al 1992 quando le riconobbero una pensione “per l’infermità ‘stato nevrotico’ contratta a seguito della violenza carnale subita in epoca bellica”. Ma il risarcimento per il danno morale e in definitiva per una vita completamente rovinata?

Per quello c’era tempo e infatti lo Stato ha atteso fino ad oggi quando la signora ha la veneranda età di 98 anni. Che poi significa un piccolo aumento sulla pensione che riceveva, e un misero “risarcimento” morale per tutte le sofferenze patite da quel lontano 1944.

F.B.