Lotta all’Isis, Putin va avanti con o senza Usa

Vladimir Putin (MIKHAIL KLIMENTYEV/AFP/Getty Images)
Vladimir Putin (MIKHAIL KLIMENTYEV/AFP/Getty Images)

Da parte della Russia, è tutto pronto per i raid aerei contro le postazioni dell’Isis in Siria, anche se gli Usa dovessero perseverare nel respingere le offerte di collaborazione per fronteggiare il nemico comune, proseguendo in una strategia che al momento non ha portato risultati determinanti. Lo riferisce l’agenzia Bloomberg, evidenziando l’imponente dispiegamento di forze russe nella regione costiera di Latakia, controllata dai lealisti al regime di Bashar al Assad e nell’unico porto di Mosca nel Mediterraneo, la base di Tartus.

Il progetto di Putin, come rilevato anche nei giorni scorsi, è di tenere uniti nella lotta allo Stato Islamico sia le forze che compongono la coalizione internazionale, che i pasdaran iraniani e l’esercito regolare siriano. In questo progetto, c’è come noto il sostegno di Israele, mentre sia la Siria che l’Iran sembrano evidenziare come la strategia russa può certamente portare risultati più efficaci e in tempi più rapidi. “Mosca e Teheran intendono usare tutte le possibilità e il potenziale per contribuire ad uscire dalla crisi in Siria”, sono state le parole di ieri del viceministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian.

La Russia intende portare avanti ” un binario parallelo” per un’azione militare congiunta accompagnata da una politica di transizione lontano da Assad e Putin ne parlerà all’assemblea Onu del prossimo 26 settembre. Elena Suponina, un’analista sul Medio Oriente presso l’Istituto di studi strategici al Cremlino, ha sottolineato: “La Russia spera prevalga il buon senso e che Obama prenda la mano tesa di Putin. Ma Putin agirà in ogni caso se questo non accade”.

GM