Operata, ma era già morta: a processo tre medici

Sala operatoria (Christopher Furlong/Getty Images)
Sala operatoria (Christopher Furlong/Getty Images)

Il gup Emma Aufieri del tribunale di Torre Annunziata ha accolto le richieste formulate dalla pm Antonella Lauri, fissando il processo per tre medici dell’ospedale di Boscotrecase, i quali l’8 marzo del 2013 operarono alla colecisti la 25enne Tommasina De Laurentiis. La giovane donna ebbe un’emorragia interna nel corso dell’operazione e perse la vita, ciò nonostante – secondo quanto sostiene l’accusa – i tre medici proseguirono nell’operazione.

In sostanza, i chirurghi Alberto Palomba, Alberto Vitale e Antonio Verderosa, accusati di omicidio colposo e falso, avrebbero operato altre due volte la giovane donna nel tentativo di eliminare le prove dell’errore medico, quindi arrivarono a falsificare la cartella clinica. “E’ l’accusa più infamante per un professionista del suo calibro”, ha sottolineato l’avvocato di Palomba, Orazio Cicatelli, nel corso dell’udienza preliminare, rispondendo a quanto sostenuto dal pm, secondo cui “Palomba cercò di coprire, falsificando la cartella clinica per guadagnarsi l’impunità”.

Contro il medico e i suoi due collaboratori, c’è la testimonianza di uno degli anestesisti indagati in un primo momento: “Il chirurgo continuava ad applicare punti di sutura anche dopo che la paziente era andata in arresto cardiaco e anche dopo la constatazione dell’avvenuto decesso. Io ed i miei colleghi anestesisti uscimmo dalla sala operatoria alle 14.30”. Soddisfazione per i rinvii a giudizio da parte della famiglia di Tommasina De Laurentiis, parte civile nel processo.

GM