Pellegrinaggio a La Mecca si trasforma in tragedia: centinaia di vittime

La strage di Mina (STR/AFP/Getty Images)
La strage di Mina (STR/AFP/Getty Images)

E’ di oltre 700 morti e di altrettanti feriti l’ultimo bilancio provvisorio della strage di pellegrini, uccisi dalla calca mentre si trovavano a Mina, a 10 chilometri da La Mecca, la città santa dell’Islam. Il pellegrinaggio (hajj) è uno dei cinque pilastri dell’Islam, che ogni musulmano praticante deve compiere almeno una volta nel corso della vita e anche quest’anno oltre due milioni di pellegrini si sono recati nella città santa nel primo giorno di Eid al Adha, la festa del sacrificio.

Non sono ancora chiare le cause che hanno provocato la calca, che riporta con la mente a un’altra strage di pellegrini, quella avvenuta nel 2006, quando trovarono la morte 364 durante il rito del lancio di pietre. L’incidente più grave risale al gennaio 1990 con un bilancio di 1.426 morti, ma quello delle stragi di pellegrini nel corso dell’hajj è un bollettino di guerra: 2.500 persone hanno infatti perso la vita nell’ultimo quarto di secolo. Il responsabile dell’organizzazione iraniana dell’haji, Said Ohadi, ha riferito che per “ragioni sconosciute” una strada di collegamento a La Mecca è stata chiusa e proprio in quell’area si è creata la calca mortale.

Nelle stesse ore, c’è stato un attacco terroristico nello Yemen alla moschea di al-Balili a Sana’a, proprio durante la preghiera per l’Eid al-Adha, che ha causato una trentina di morti e centinaia di feriti.

GM