Uccise psichiatra, sospettato di un altro delitto in Svizzera

Coltello (JEAN-SEBASTIEN EVRARD/AFP/Getty Images)
Coltello (JEAN-SEBASTIEN EVRARD/AFP/Getty Images)

Nel settembre 2013, uccise la psichiatra 53enne Paola Labriola, madre di due figli, colpendola con diversi fendenti al collo alle spalle e in varie altre parti del corpo, mentre si trovava nello studio medico dove prestava servizio. L’aggressione avvenne in maniera improvvisa, mentre la donna stava visitando il paziente. A compiere quel delitto, Vincenzo Poliseno, 44 anni, con precedenti penali per guida in stato di ebbrezza e dipendenza dalla droga.

Poliseno venne descritto come un tossicodipendente alla ricerca di soldi. Per quel delitto è stato condannato in primo grado a trent’anni, ma quello che emerge in queste ore rivela la possibilità che il 44enne sia coinvolto nel delitto di un’altra psichiatra, una 56enne, residente in Svizzera e di origini cilene. L’omicidio è avvenuto nel 2010 e la Procura di Zurigo ha fatto pervenire nelle scorse settimane ai colleghi baresi una richiesta di rogatoria per il prelievo di un campione di dna del 44enne, detenuto per l’omicidio Labriola.

In cinque anni, la magistratura svizzera ha avviato accertamenti su circa 300 persone, tutti conoscenti della vittima, mettendo in campo un vero e proprio test genetico di massa, ma nessuna traccia è stata riscontrata dell’assassino. Poi la pista che ha portato a Poliseno, basata sostanzialmente su tre fatti: l’uomo in quegli anni viveva in Svizzera, l’omicidio è avvenuto con le stesse modalità e la vittima è una psichiatra anche in questo caso. Il 44enne, come spiegato anche dai suoi legali, si è detto disponibile al prelievo del Dna, ribadendo di non aver mai conosciuto la psichiatra uccisa.

GM