Atletica Leggera, il Presidente Giomi ‘apre’ a Schwazer per Rio 2016

Alex Schwazer (Stefania D'Alessandro/Getty Images)
Alex Schwazer (Stefania D’Alessandro/Getty Images)

Alex Schwazer vede clamorosamente riaprirsi la sua possibile partecipazione alle Olimpiadi di Rio 2016. La spedizione Mondiale della marcia italiana non è certo andata bene e dunque si tiene aperta una piccola porta al marciatore altoatesino, anche se dovrà dimostrare di essere tornato ai suoi livelli. L’apertura arriva direttamente dal Presidente della Federatletica, Alfio Giomi: ”C’è una strada per Rio, ma Alex deve essere forte e pronto perché appena sei giorni dopo il termine della sua squalifica l’ultima data utile per qualificarsi è quella del 7-8 maggio quando si terrà la Coppa del mondo di Marcia”.

Proprio ieri l’ex fidanzato di Carolina Kostner, ha svolto un test ufficioso sui 10 km sulla pista non omologata di Tagliacozzo (L’Aquila) fermando il crono su 38’02″52, a meno di dieci secondi dal record del mondo dello spagnolo Francisco Javier Fernandez (37’53″09). Un tempo importante, sottolineato anche dallo stesso Giomi: ”Ha ottenuto uno dei tempi migliori al mondo in una sorta di sfida in cui voleva dimostrare che si può vincere anche senza doping. Per noi questo è essenziale”.

Il Presidente della Federatletica spiega il perchè si è aperto uno spiraglio, impensabile fino a qualche mese fa: ”Abbiamo stabilito a suo tempo che entro fine ottobre-novembre avremmo definito le squadre della marcia e della maratona e questo faremo domani in consiglio. Ma è evidente che i risultati che ci sono stati a Pechino non ci consentono di dare due squadre complete nella 20 e nella 50 km, rinviando a maggio la definizione. Chi andrà forte a maggio entrerà in squadra, la cosa riguarda anche Schwazer. Valuteremo assieme alla preparazione olimpica del Coni se oltre a coloro che fin da oggi possiamo indicare tra i partecipanti si riapre per altri. Se avessimo completato i sei posti non contava più. Se farà il tempo ha la possibilità di andare a Rio? Lui come tutti i marciatori italiani”.

Infine, il n.1 della Fidal ha ribadito che “non farei il presidente della federazione se pensassi che non si può vincere senza doping. Da sempre ho dichiarato che l’aspetto più importante del ritorno Schwazer era quello di poter dimostrare che si può vincere senza. Nel momento in cui sono diventato presidente ho inserito una norma: tutti coloro che vanno in nazionale firmano un codice etico per cui ove fossero squalificati per più di due anni non potrebbero più vestire più la maglia, nel rigore più assoluto. Però questa cosa è precedente e non possiamo fare norme retroattive. A lui non lo riguarda e lo aspetteremo”.

M.O.