Gettò il feto nel cassonetto, assolta

Donna incinta (TIM SLOAN/AFP/Getty Images)
Donna incinta (TIM SLOAN/AFP/Getty Images)

Gettò il feto partorito quasi un giorno prima in un cassonetto, sistemato dietro al reparto di ginecologia dell’Ospedale San Camillo, non prima di aver vagato per ore con una busta in mano contenente appunto la sua creatura oramai deceduta. Per questo motivo, una 25enne, Marika Severini, che secondo quanto si è appreso per mesi avrebbe nascosto la gravidanza anche ai genitori, era accusata di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

La donna è stata però assolta nelle scorse ore dai giudici della terza sezione della Corte d’Assise di Roma perché il fatto non sussiste. Occorrerà attendere ovviamente le motivazioni, che saranno rese note entro novanta giorni, ma sembra chiaro che il collegio giudicante abbia accolto la tesi difensiva secondo la quale il feto sarebbe nato morto. In base alla ricostruzione, nel corso della gravidanza, la 25enne si rifugia dalla sorella, che abita alla Magliana.

Qui partorisce e convinta che il bambino fosse nato morto, inizia a vagare con il feto in una busta, in balia degli eventi, finché non sono gli stessi medici dell’ospedale nei pressi del quale viene abbandonato l’involucro a insospettirsi dell’atteggiamento della giovane, una volta che questa giunge poi al pronto soccorso. Quando la 25enne viene infine ascoltata dagli agenti del commissariato Monteverde racconta tutto quanto le è accaduto e viene denunciata con gravissime accuse.

GM