Rapinò una banca, trovato morto in un canale

Una rapina in banca (Sean Gallup/Getty Images)
Una rapina in banca (Sean Gallup/Getty Images)

E’ mistero fitto sulla morte di Diego Presbiteri, considerato l’autore della rapina del 31 agosto scorso alla banca Unipol di Trieste e trovato cadavere il 14 settembre, in circostanze ancora non chiare in un canalone in provincia di Venezia. La rapina fruttò al suo autore 80mila euro, poi per due settimane si sono perse le sue tracce, fino al rinvenimento del cadavere.Le indagini della Squadra Mobile continuano per colmare proprio quel vuoto di alcuni giorni.

In una nota, il Procuratore capo Carlo Mastelloni ha spiegato come gli investigatori della Squadra Mobile di Trieste avevano “da subito orientato i loro sospetti sul Presbiteri sulla base delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza dell’istituto bancario oggetto della rapina”. In un secondo momento, i sospetti sono stati suffragati dai “riscontri decisivi delle perquisizioni svolte il 14 settembre, nel corso delle quali è stato rinvenuto il vestiario utilizzato dal Presbiteri durante la rapina e dall’esame del Dna estratto da una sciarpa smarrita dal rapinatore sul luogo del delitto”.

Il raffronto tra il Dna estratto dalla sciarpa e quello di Presbiteri ha accertato “la perfetta identità”. Su cosa avvenuto immediatamente dopo la rapina, fatta col volto travisato e in pugno una pistola giocattolo, e nei giorni successivi gli inquirenti continuano ad avere ben poche certezze, oltre a quella – ovviamente – del tragico decesso di Presbiteri.

GM