Riforme, denunciata compravendita di senatori

A destra, Denis Verdini (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
A destra, Denis Verdini (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Il braccio di ferro al Senato sul ddl riforme non riguarda soltanto la mole di emendamenti presentata da diversi gruppi parlamentari, in particolare dalla Lega Nord, che ne ha depositato oltre 80milioni. In queste ore dal centrodestra viene denunciata anche una presunta compravendita di senatori, con l’ex ministro Maurizio Gasparri che parla in Aula di “mercimonio vergognoso, disgustoso, vomitevole”. Il senatore ha attaccato in particolare il suo ex collega, Francesco Amoruso: “Vorrei che restasse agli atti degli Senato e mi assumo la responsabilità di quello che dico, che il suo passaggio, come quello di altri, non è dovuto a sofferenze culturali”. In generale, viene messo sotto accusa il neonato gruppo Ala, facente riferimento all’ex coordinatore azzurro, Denis Verdini.

“Renzi e la Boschi ci risparmino la pantomima sui numeri e l’ampia convergenza che ci sarebbe sulla riforma costituzionale. Sappiamo tutti cosa si sta verificando al Senato, ridotto a un mercato delle vacche. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo. Quello che sta accadendo in queste ore, con un trasformismo che non ha nulla di nobile ma molto di interesse privato, fa rimanere a bocca aperta anche chi non è un novellino della vita parlamentare”, è la dura accusa lanciata dal senatore Gasparri.

Da parte sua, il Movimento 5 Stelle ha presentato un esposto in Procura, sostenendo che la cosiddetta compravendita starebbe avvenendo “anche su base economica”. Era stato il componente del direttorio pentastellato, Alessandro Di Battista, ad annunciare: “Ho appena parlato col nostro capogruppo al Senato. Ci sono tutti gli estremi per denunciare la compravendita che si sta verificando. Nelle prossime ore il nostro capogruppo al Senato Gianluca Castaldi andrà in procura”.

Ha spiegato Di Battista all’HuffPost: “Stiamo assistendo al più ampio processo di trasmigrazione di questa legislatura. Solo oggi alla Camera sono passati altre tre parlamentari dall’opposizione alla maggioranza, con Verdini. In tutto già siamo a 7. È un fenomeno su cui è lecito avere il sospetto che non si tratti di casi di coscienza. Stiamo parlando di un personaggio, come Verdini, pluri-inquisito per fatti gravi, dalla bancarotta alla corruzione, e già protagonista di una stagione che ha visto Berlusconi condannato in primo grado per la compravendita di senatori. Per non parlare di quando fu il regista dell’operazione Razzi e Scilipoti”.

Accuse anche dalla minoranza dem

“Immagino che i colloqui con i senatori fuoriusciti dal centrodestra non siano state fatte disquizioni costituzionali ma siano trattati argomenti che nulla hanno che fare con la riforma”, sono invece le parole del deputato della minoranza dem, Alfredo D’Attorre, intervistato da ‘Il Giornale’. Prosegue il parlamentare: “Il tema è l’ingresso nella maggioranza di governo. Ci sono alcuni senatori che erano all’opposizione e che sperano di diventare sottosegretari. D’Anna, per esempio, ha definito la riforma ‘una fetenzia’ ma la vota lo stesso per sostenere Renzi”.

D’Attorre ha quindi rilevato: “Qui non si sta parlando di un confronto con le forze politiche. Forza Italia, Sel, Fratelli d’Italia e i Cinquestelle hanno dichiarato che voteranno contro la riforma. Qui c’è un’opera di trasformismo dei singoli senatori. Se circa 1/4 dei senatori Pd si oppongono alla riforma e Renzi e la Boschi dicono che i numeri ci sono, allora vuol dire che è in atto una conversione trasformistica di alcuni senatori”.

GM