Pediatra pedofilo,i giudici: “è diventato medico per poterli avvicinare”

I giochi di un bambino (Matt Cardy/Getty Images)
I giochi di un bambino (Matt Cardy/Getty Images)

Il pediatra che lavorava a Milano e che avrebbe abusato di 11 bambini,  che è stato condannato nel giugno scorso a 14 anni di carcere dal gup Giuseppe Gennari nel processo con rito abbreviato, “non è il pedofilo che, in circostanze eccezionali e contingenti, cede alla sua pulsione. Egli ha lucidamente organizzato e strutturato la sua vita professionale (ovvio che non tutti i suoi pazienti erano anche vittime di abusi) con il fine di soddisfare il suo innaturale desiderio sessuale”.

Maurizio Maria Lazzari – questo il nome del professionista autore degli abusi – “ha comunque una formazione scientifica specialistica, egli era e doveva essere perfettamente consapevole del male infinito arrecato alle sue piccole vittime”, scrive il gup nelle motivazioni alla sentenza, pubblicate nelle scorse ore. Inoltre, il pediatra si spacciava per esperto nella cura della dislessia, “descrivendosi in maniera saccente come uno dei massimi esperti nella psicoterapia dei minori, tanto da essere addirittura una figura di rilievo internazionale, nonché professore di una non meglio specificata università”. Per tale motivo, era stato sospeso dall’esercizio della professione per due mesi da parte del Consiglio dell’ordine dei medici.

Secondo l’accusa portata avanti nel processo, tra il 2003 e lo scorso anno Lazzari avrebbe costretto i bambini, in particolar modo quelli con problemi familiari, ad avere rapporti sessuali. Il pediatra “instaurava rapporti confidenziali anche mediante attribuzione di nomignoli quali ‘cioccolatino magico’, ‘folletto’, ‘cherubino'”, poi “denigrava” i loro genitori e induceva i bimbi a compiere atti sessuali chiedendo loro di “mantenere il loro segreto”. Da un video agli atti risulta che tra le vittime risulta un “bambino non compiutamente identificato, dell’età di circa uno-due anni”.

GM