Quaranta pazienti in attesa sulle barelle, tra loro un ex deportato

Patients wait in the emergency room of a hospital in Lens, northern France, on September 18, 2013. AFP PHOTO / PHILIPPE HUGUEN (Photo credit should read PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)
Pazienti in attesa in un ospedale (PHILIPPE HUGUEN/Getty Images)

Un uomo di 91 anni malato di Parkinson ha aspettato due giorni su una barella, nel pronto soccorso del ‘Martini’ di Torino, prima che venisse trovato un letto per lui. Protagonista dell’attesa Raffaele «Ferruccio» Maruffi, deportato nei campi di concentramento nazisti, durante la seconda guerra mondiale e prigioniero per un anno a Mauthausen. Dopo quasi 48 ore gli viene trovato un letto ma fanno sapere che non si tratta di un ‘favore’ a un personaggio conosciuto. Piuttosto Antonio Pilla, sindacalista della Uilfpl, ha parlato di «una dimostrazione che, in questo ospedale, la situazione è sempre complicata. I posti letto sono sempre meno e, con la riforma che è in atto, andremo incontro ad altre mille difficoltà» Il sindacalista ha mandato alle autorità diverse lettere per segnalare la grave situazione: «Il taglio di 50 posti letto al Martini sono per noi inaccettabili e provocheranno importanti e negative conseguenze sul livello delle prestazioni erogate alla cittadinanza». Terminata l’odissea del signor Maruffi è continuata quella di altri quaranta pazienti, in attesa sulle barelle. Questa situazione, però, non vale solo per Torino: è un problema di molte città. 

L. B.