Uccisa in viaggio di nozze negli Usa, 42 anni per il “pirata”

Il luogo dove è morta Alice Gruppioni (ROBYN BECK/AFP/Getty Images)
Il luogo dove è morta Alice Gruppioni (ROBYN BECK/AFP/Getty Images)

È stato condannato a 42 anni di carcere da una corte di Los Angeles Nathan Louis Campbell, l’uomo che il 3 agosto 2013 è uscito di strada con la sua auto ed ha invaso la passerella pedonale di Venice Beach uccidendo una donna italiana, Alice Gruppioni, figlia di un noto imprenditore emiliano, che si trovava in viaggio di nozze insieme al marito Christian Casadei. Campbell venne arrestato nel giro di poco tempo e molti testimoni ribadirono di aver visto l’uomo puntare sulla gente, quindi “l’avrebbe fatta apposta”. Secondo quanto emerso in un’udienza, Campbell avrebbe avuto l’intento di investire lo spacciatore che gli aveva preso 35 dollari senza poi consegnargli la droga. La tesi che l’uomo abbia agito intenzionalmente è stata di fatto suffragata dal viceprocuratore distrettuale Victor Avila, secondo il quale l’uomo era “pienamente a conoscenza” del fatto che la zona del lungomare di Venice Beach fosse così affollata. Inoltre, sottolineano i giudici che hanno emesso la condanna, l’uomo non ha mostrato di riconoscere a sufficienza il livello di responsabilità per il crimine commesso.

GM