Denis Verdini e “la tela del ragno” per conquistare nuovi forzisti

One of three coordinators of Italian Prime Minister Silvio Berlusconi?s People of Liberty party (PDL) Denis Verdini, gestures during a press conference in Rome on July 28, 2010. Verdini stepped down as chairman from Italy?s Credito Cooperativo Fiorentino SC, a Florence-based bank, after coming under corruption investigation for allegedly rigging tenders for wind-power plants on the island of Sardinia.   AFP PHOTO/ Filippo MONTEFORTE (Photo credit should read FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
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Non è facile essere Denis Verdini. Colui che per vent’anni è stato l’uomo di Silvio Berlusconi, oggi parlando di sé si definisce “un taxi”. “Vuoi rimanere al potere? Solo io ti conduco in dieci minuti da Berlusconi a Matteo”, afferma. L’ex fedelissimo del cavaliere, in un’intervista a La Repubblica, parla de “la tela del ragno”, il l metodo che ha adottato per convincere i forzisti ad andare con lui. Confessa di sedurli mostrandogli l’ultima lettera inviata a Berlusconi: “Caro Silvio, la politica moderna è leadership. Prima c’eri tu, ora Renzi. Hai quasi ottant’anni e non puoi competere. Se non fai il padre nobile andrai a sbattere. Sarà lui a governare l’Italia per i prossimi dieci anni” e  conclude in bellezza: “ho giurato a Matteo che costruiremo assieme il partito della nazione”. Ma quali sono le promesse che vengono fatte? A svelarlo è Maurizio Gasparri che spiega “Una poltrona in qualche cda minore, ente o regione, o una nomina a commissario liquidatore. Nessuno se ne accorge. Niente di illegale, eh, solo miserie”. Denis tesse quindi la sua  fitta tela, cerca di strappare nuovi forzisti all’ex premier, attraverso il ricco database lasciato in ereditato dai gloriosi tempi alla corte di Silvio.

R.G.