Papa Francesco, vergogna e dolore per le vittime di abusi

Pope Francis speaks to Bishops at St. Charles Borromeo Seminary in Wynnewood, Pennsylvania on September 27, 2015. AFP PHOTO/ ANDREW CABALLERO-REYNOLDS (Photo credit should read Andrew Caballero-Reynolds/AFP/Getty Images)
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Durante la sua visita negli Stati Uniti, il Pontefice ha conosciuto cinque persone che durante la loro infanzia sono state vittime di abusi.  Papa Francesco, che aveva parlato poche ore prima ai vescovi americani dicendo “Basta alla pedofilia nella Chiesa”, ne ha riferito ai vescovi presenti al Meeting mondiale  delle famiglie. “Provo vergogna. Mi dispiace profondamente”, così Papa Francesco descrive quanto provato nell’incontro con le vittime dei preti pedofili di Filadelfia avvenuto domenica scorsa. «Dagli abusati sessualmente ho ascoltato un lamento profondo – ha spiegato ai vescovi nel Seminario di San Carlo Borromeo a Filadelfia – Questi crimini non possono essere mantenuti in segreto per tanto tempo». «Continua a farmi vergognare che persone che tenevano in carico la cura di questi piccoli li hanno violati causando gravi danni – ha sottolineato – Mi vergogno profondamente, Dio piange. I crimini e i peccati degli abusi sessuali contro i minori non possono essere mantenuti in segreto per lungo tempo». Bergoglio ha ribadito “I sopravvissuti all’abuso, si sono convertiti in veri eroi di speranza e ministri di misericordia. Umilmente dobbiamo a ognuno di loro e alle loro famiglia la nostra gratitudine per l’immenso valore della lotta di Cristo al male degli abusi sessuali”. Le cinque persone incontrate, tre donne e due uomini, sono state violate durante la minore età da un familiare o una persona di sostegno. Il gruppo era accompagnato dal cardinale Sean Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston e presidente della Commissione istituita dal Papa per la tutela dei minori, dall’arcivescovo di Filadelfia mons. Charles Chaput e dal vescovo Fitzgerald, responsabile dell’ufficio della diocesi di Filadelfia per la protezione dei minori. Bergoglio ha trascorso circa mezz’ora con i visitatori ascoltando con grande partecipazione le loro testimonianze di sofferenza e rivolgendo loro alcune parole in comune e poi salutandoli singolarmente. Hanno pregato insieme e ha dato loro la sua benedizione. Ha palesato  «dolore e vergogna» in particolare nel caso delle ferite causate dai membri del clero o collaboratori ecclesiali. Questo incontro è stata un’occasione per rinnovare l’impegno suo e della Chiesa perché tutte le vittime siano ascoltate e trattate con giustizia, i colpevoli siano puniti e i crimini di abuso siano contrastati attraverso un’efficace e mirata opera di prevenzione nella Chiesa e nella società. Si tratta per il Papa di un passo in più verso il risanamento. La sua visita a Philadelpia non è stato un caso, infatti nei decenni passati la diocesi di questa città, è stata tra le più colpite dalla piaga della pedofilia nel clero, e tra quelle che hanno dovuto pagare massicci risarcimenti alle vittime. Nel corso del suo pontificato, è la seconda volta che Francesco incontra vittime degli abusi, dopo il gruppo ricevuto in Vaticano, a Casa Santa Marta, nel luglio del 2014. Il Pontefice ha dato una forte spinta all’impegno anti-pedofilia già iniziato dal suo predecessore Benedetto XVI. Oltre a istituire la Commissione per la protezione dei minori, ha guidato una linea dura verso i responsabili degli atti pedofili ma anche verso i vescovi che eventualmente li coprono e omettono di denunciarli, basandosi sul principio dell’ “accountability”. L’impegno di Bergoglio è stato riconosciuto dall’Onu nell’ultimo anno soprattutto in relazione all’arresto di Joseph Wesolowski,  morto a fine agosto.

Roberta Garofalo