Volkswagen, Ue conosceva la verità dei test sulle emissioni

BERLIN, GERMANY - SEPTEMBER 24:  German Chancellor Angela Merkel (CDU, R) speaks to Vice Chancellor and Economy and Energy Minister Sigmar Gabriel (SPD) in the Bundestag, the German federal Parliament, on September 24, 2015 in Berlin, Germany. The European Union, after deciding upon a controversial quota system to divide the recent influx of migrants throughout Europe, will give an additional one billion euros (1.1 billion USD) to United Nations agencies dealing with the refugee crisis, according to a draft statement by officials who met in Brussels the previous day.  (Photo by Adam Berry/Getty Images)
 (Adam Berry/Getty Images)

La verità viene a galla. Grazie alla ricostruzione del Finacial Times, infatti, è confermato che la verità sui test delle emissioni delle automobili circolasse da tempo tra gli addetti del settore. In seguito alle dimissioni di Winterkorn, si scoprono le dinamiche secondo cui le autorità europee fossero state avvertite dell’utilizzo  degli strumenti da parte delle  case automobilistiche per truccare gli esiti dei test e, nonostante ciò, non abbiano agito per fermarle. Gli avvertimenti agli organi dell’Unione Europea, che oggi puntano il dito contro la Volkswagen, risalgono al 2013, alcuni dati già al 2011.  Secondo il Financial Times circa due anni fa era stato presentato ai vertici europei un rapporto del Joint Search Center, che suggeriva di effettuare i test sui gas inquinanti su strada e non dentro officine attrezzate solo a simulare l’andatura più o meno veloce delle auto. Secondo questa indagine esisteva un software che si attivava per ridurre le emissioni di sostanze inquinanti solo quando la centralina gli segnalava che l’auto diesel su cui era fraudolentemente installato si trovava sui rulli per i test in officina. Una volta poi in strada, verificando che la macchina curvava e non si trovava più su dei rulli con lo sterzo bloccato, lo strumento si spegneva da solo, facendo impennare anche di 40 volte i livelli di inquinanti. Il tutto ovviamente nella più totale insaputa dei proprietari delle vetture, ma non delle case costruttrici. Così si difende Bruxelles: i ricercatori Ue hanno misurato solo le emissioni delle auto, non i motori cui non avevano accesso, scoprendo gas in laboratorio diversi da quelli su strada: ecco perché l’ Ue ha deciso di introdurre test su strada dal 2016. La Commissione infine sottolinea che è compito degli Stati di verificare software messi sotto accusa come quello di Volkswagen. Intanto partirà nelle prossime settimane il maxi richiamo del gruppo Volkswagen per la revisione che coinvolgerà 11 milioni di vetture con motori diesel dotate di centraline taroccate; in Germania le vetture diesel truccate sono 2,8 milioni mentre in Italia la stima massima è di 1 milione.Quali sono i rischi per i proprietari di un autovettura diesel con la centralina modificata? Al momento nessuno, e nel caso in cui dovessero essere rilevate irregolarità nella omologazione, la responsabilità ricadrebbe solo sul costruttore. Nessun ostacolo, almeno per ora, per le autorizzazioni a entrare nelle Ztl e a circolare durante i blocchi del traffico. La vettura è formalmente adeguata ai requisiti di legge, dovrà essere il costruttore a impegnarsi in tempi brevi a fornire gli elenchi delle auto incriminate, a richiamarle per gli aggiornamenti gratuiti al software.

Roberta Garofalo