Si presenta in classe con un piercing, 18 enne allontanato dalla scuola

Si presenta in classe con un piercing, 18 enne cacciato da scuola
(Profilo Facebook)

Mattia Carbini studente 18enne è stato allontanato dall’Istituto Alberghiero di Arzachena in provincia di Olbia dove frequenta il quarto anno per il suo piercing al naso e un brillantino sotto la palpebra. Viene descritto come un ragazzo sempre educato e non troppo indisciplinato ma la scuola  non è dello stesso avviso. “L’Istituto” spiega Fabiola Martini da 4 anni preside dell’Alberghiero  “ha un regolamento che si pone come obiettivo la formazione, la crescita culturale, la maturazione personale, professionale e sociale dello studente. Prima di oggi ho invitato i ragazzi al rispetto delle regole. Ma vista la reiterata inosservanza di queste ultime sono stata costretta ad imporre il rispetto dell’articolo 18 che si riferisce allo “stile personale” che deve essere mantenuto all’interno della scuola”. La preside precisa che “per la frequenza è richiesto un abbigliamento consono ed adeguato: non è consentito infatti  il possesso di piercing, orecchini, acconciature che non garantiscano l’assoluta igiene personale”.

Il padre di Mattia parla d’ingiustizia e accusa: “Ci troviamo di fronte ad un regolamento fuori dai tempi che discrimina i ragazzi. Per mio figlio è diventata una questione di principio, tanto che ha deciso di ritirarsi da scuola e di opporsi a un regolamento che impedisce agli studenti di esprimersi come meglio credono. Anche perché che esempio danno i professori che portano l’orecchino? E’ giusto affermare che il regolamento vale solo per i ragazzi?”. Il signor Cabini ha annunciato che accompagnerà il figlio in caserma per sporgere denuncia contro la preside colpevole di  averlo strattonato il per impedirgli di entrare a scuola. La donna si difende dalle accuse e replica: “ Mattia si era opposto alle regole e dinanzi al non riconoscimento della mia autorità, sono stata costretta a chiamare i Carabinieri i quali hanno spiegato al ragazzo che i regolamenti vanno rispettati. Si tratta di una questione di rispetto e regolamento, non c’è nessun intento di mortificare i ragazzi”.

B.R.