Un test per scoprire se sarai diabetico

diabete
(foto Pixabay)

Arriva un test che potrebbe essere aiutarci a scoprire se ci sono probabilità di ammalarsi di diabete nei 5 anni successivi, questo grazie al test da carico orale di glucosio. Questo scenario è stato presentato dallo studio italiano condotto da Giorgio Sesti, presidente eletto della Società italiana di diabetologia (Sid), insieme ai ricercatori delle università Magna Graecia di Catanzaro e Roma Tor Vergata, e pubblicato sul “Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism” (Jcem), organo ufficiale della Società di endocrinologia americana. In questo progetto si è cercato di offrire la possibilità di prevedere la comparsa del diabete anche in persone finora ritenute non a rischio di malattia, ma che invece hanno una probabilità quadruplicata di svilupparla.

Al momento sono 387 milioni le persone diabetiche nel mondo. Solo in Italia i pazienti diagnosticati sono circa 3 mln, e un altro milione e mezzo di connazionali sono malati senza saperlo. Al livello internazionale si calcola che una persona su 2 soffra di diabete a sua insaputa. Ma il diabete di tipo 2, soprattutto non diagnosticato o trattato tardivamente, porta a conseguenze molto pesanti: dalla perdita della vista all’amputazione degli arti inferiori, dall’ictus all’infarto, all’insufficienza renale che costringe alla dialisi. Attraverso questo mix di complicanze il diabete può causare morte precoce, al ritmo di una persona ogni 7 secondi, fino a un totale di 4,9 milioni di decessi nel mondo.

Ecco perchè sarebbe importante saperlo prima in modo da poter cambiare lo stile di vita, correggendo i fattori di rischio e assumendo se necessario farmaci ad hoc. Il team guidato da Sesti ha seguito per oltre 5 anni un gruppo di partecipanti allo studio “Catameri”, osservando che «le persone con normale tolleranza glucidica, ma con valori di glicemia maggiori di 155 mg/dl un’ora dopo l’assunzione di una bevanda contenente 75 grammi di glucosio hanno un rischio maggiore di sviluppare il diabete mellito di tipo 2 rispetto a quelli con alterata glicemia a digiuno , una condizione considerata a rischio secondo le linee guida internazionali e caratterizzata da un valore di glicemia a digiuno compreso tra 100 e 125 mg/ml».

GR