Choc in Campania, si uccide ex assessore

Mario Pannullo (foto Facebook)
Mario Pannullo (foto Facebook)

Sconcerto a Cava de’ Tirreni, grosso centro in provincia di Salerno, per il suicidio dell’ex assessore comunale Mario Pannullo, in giunta con la precedente amministrazione di centrodestra, guidata da Marco Galdi. Il politico locale, 50 anni appena compiuti, lavorava nell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona. Lascia la moglie e due figlie. Dietro al suo gesto, secondo alcune ricostruzioni, ci sarebbero motivazioni legate proprio al lavoro: infermiere nel reparto di Otorinolaringoiatria presso l’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, Pannullo era stato sfiorato dalla recente inchiesta ‘Just in time’, che aveva praticamente messo sottosopra il nosocomio, toccando anche la caposala e un infermiere del reparto dove lavorava.

Da parte degli amici più stretti, però, sembra non si fosse registrato il sentore di nulla, anzi circa due ore e mezzo prima che si togliesse la vita, Pannullo aveva inviato un messaggio di buongiorno nel gruppo whatsapp del movimento civico “Amiamo Cava” a cui aveva aderito. Inoltre, dalla Procura non filtra nulla rispetto al suo coinvolgimento nell’inchiesta, che peraltro si dovrebbe estendere nei prossimi giorni, essendo circa 850 le persone la cui posizione è ancora da chiarire. Se tra questi ci sia anche Pannullo è tutto da accertare, ma soprattutto se possa bastare il sentore di un avviso di garanzia a giustificare il drammatico gesto è una delle risposte che provano a darsi gli inquirenti in queste ore.

Intanto, l’ex sindaco Galdi ha ricordato su Facebook l’ex componente della sua Giunta: “Mario era un uomo semplice, sensibile, con una forte attenzione al sociale, ai malati, agli ultimi. Anche quando le ragioni della politica ci hanno visto su fronti diversi, non è mai mancato il rispetto reciproco, il saluto, la battuta, il sorriso. Ecco, Lo ricorderò sempre per il Suo sorriso…”. Galdi ha poi annunciato il rinvio della conferenza stampa in cui avrebbe chiarito la sua scelta di appoggiare i quesiti referendari proposti dal movimento “Possibile” di Pippo Civati, parlando di “un gesto di rispetto, perché anche la politica, oggi, sente di dover tacere”.

GM