Germania: soluzione ‘ghetto’ per i campi profughi?

Police officers survey as refugees sit outside a migrants shelter in Calden, near Kassel, on September 27, 2015 where clashes erupted between hundreds of occupants. At least nine people were wounded during the fighting a police spokesman said.  AFP PHOTO / DPA / UWE ZUCCHI +++ GERMANY OUT        (Photo credit should read UWE ZUCCHI/AFP/Getty Images)
Intervento della polizia tedesca nel campo di Calden dopo i tumulti fra centinaia di persone (UWE ZUCCHI/Getty Images)

Separare le persone nei campi profughi in base al credo religioso per diminuirne il potenziale di aggressione. Questa la proposta avanzata da Joerg Radek, vice presidente del sindacato tedesco di polizia (GdP) in una intervista al quotidiano Die Welt, posizione sostenuta anche dall’ex ministro degli Interni tedesco, Hans Peter Friedrich. “Per impedire nuove esplosioni di violenza una separazione nei centri in funzione della religione sarebbe, a mio giudizio, molto sensata – ha dichiarato Radeck –  Si eviterebbero meccanismi di solidarietà tra gruppi di popolazione all’insorgere del minimo problema”. Problemi che negli ultimi mesi sono stai frequenti all’interno dei campi profughi, dove gli incidenti sono aumentati esponenzialmente. La gestione dell’emergenza sembra stia facendo crollare a picco la popolarità della Merkel mentre sarebbe in crescita la preoccupazione della gente per l’ondata di immigrati in arrivo in Germania. La decisione della cancelliera di aprire le porte ai profughi siriani ha scatenato non solo critiche di varia natura ma anche i malumori della Baviera sud-orientale (che si trova sulla ‘rotta di Balcani’ dalla quale arrivano gli immigrati)  e dunque dall’ala ‘regionale’ del partito.  a questa situazione tesa si è aggiunta la dichiarazione del presidente Gauck che ha di fatto messo in dubbio la scelta delle porte aperte: “Vogliamo aiutare. Il nostro cuore è grande ma le nostre possibilità sono limitate”. Infine, i recenti scontri nel campo profughi di Kassel, a sud di Berlino –  avrebbero coinvolto 400 dei 1500 occupanti – potrebbero davvero aver dato inizio a un percorso che porterà alla separazione dei profughi in base alla religione.

L. B.