Incontro Putin-Obama: “Combatteremo l’Isis insieme”

Obama Putin
(Chip Somodevilla/Getty Images)

Sembra che l’incontro bilaterale tra Vladimir Putin e Barack Obama sia andato bene, meglio di come le premesse potevano far immaginare. Nei giorni scorsi c’era stato l’incidente diplomatico su chi avesse proposto all’altro di vedersi con accuse reciproche tra Cremlino e Washington di non dire la verità mentre poche ore prima del vertice Obama aveva ancora una volta sottolineato che “Assad che ha massacrato il suo popolo non può restare”. Dunque i punti di disaccordo sembravano molti e invece pare che quelli d’accordo abbiano avuto la meglio. Putin, che ha dichiarato la necessità di creare una coalizione contro l’Isis come avvenne con Hitler, all’uscita dal vertice è sembrato soddisfatto: “Colloquio positivo, franco, come tra uomini d’affari. Ho trovato un Obama sorprendentemente aperto: le dispute rimangono ma abbiamo molto in comune. Ora sappiamo che c’è un lavoro politico bilaterale da fare: dovremo creare un meccanismo adeguato”. La Casa Bianca si è limitata a dire che il colloquio è stato “produttivo”, ma tanto basta per far dire a tutti gli osservatori che l’incontro è andato bene.

Tra le cose più importanti che escono al termine del bilaterale c’è la possibilità che Usa e Russia compiano “missioni comuni” con i bombardieri di Mosca che si unirebbero alle forze della coalizione occidentale (per esempio quelle francesi molto attive in questi giorni sui cieli della Siria). Certo sia chiaro, non si sono risolti tutti i dissidi tra i due Paesi durante il colloquio. Molte differenze di vedute rimangono, tenendo anche conto che era il primo incontro dopo una rottura dei rapporti durata oltre due anni dovuta alla crisi in Ucraina. Il punto più critico rimane il futuro di Assad ma all’orizzonte si profila una possibile soluzione politica con un’uscita di scena del dittatore concordata in modi e tempi. Il problema è che prima di pensare ad Assad c’è l’Isis da combattere e sconfiggere. E su questo sono d’accordo tutti, così come appare chiaro che a riportare il tema in cima all’agenda sia stato proprio Putin con le sue azioni militari e politiche degli ultimi tempi.

F.B.

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