Poliziotto ferito a Napoli, il figlio: “Voglio diventare come lui”

Nicola Barbato (foto Facebook)
Nicola Barbato (foto Facebook)

Resta intubato e in gravissime condizioni Nicola Barbato, il poliziotto ferito giovedì sera durante un conflitto a fuoco con alcuni malviventi, uno dei quali – Raffaele Rende, colui che materialmente ha sparato – è stato poi arrestato qualche ora dopo. L’agente delle forze dell’ordine è stato operato per estrarre il proiettile che gli aveva quasi reciso la giugulare, ma il suo quadro clinico resta gravemente compromesso, in particolare per un edema midollare dalla cui espansione dipende gran parte della possibilità di guarigione del poliziotto. Se salisse verso la vertebra C3, infatti, provocherebbe la parziale o completa perdita del movimento volontario.

Al capezzale dell’uomo, la sua famiglia, in particolare il figlio Luigi, che presto lascerà la sua casa di Acerra per partire volontario in ferma breve nell’Esercito e che ha spiegato: “Voglio fare il poliziotto, come papà“. Tra coloro che non sembrano intenzionati a lasciare solo Nicola Barbato in queste ore c’è anche il suo collega Peppe, che giovedì sera era di pattuglia con lui e che ora con gli occhi gonfi di lacrime spiega di sentirsi un “miracolato” e di essere scampato alla morte “solo grazie a Nico”.

Confermato intanto da Rende che la sparatoria è maturata nel corso di un tentativo di taglieggiare un negozio di giocattoli; questo dovrebbe voler significare che gli inquirenti si spingeranno sicuramente più in alto, alla ricerca dei mandanti, ma il killer questo non ha voluto dirlo, non dimostrando al momento alcun pentimento. Così, dovranno tentare di fare piena luce sulla vicenda il procuratore aggiunto Filippo Beatrice e i pm anticamorra Francesco De Falco e Maurizio De Marco, che stanno conducendo l’inchiesta su quanto avvenuto.

GM