Cibo caduto a terra può essere mangiato? basta seguire una regola

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(foto Pixabay)

Molte volte buttiamo via un pezzo di pane caduto a terra, pensiamo possa essere contaminato, sporco e non più commestibile. Sappiate che non è sempre cosi, infatti c’è un tempo preciso prima che venga “invaso” dai batteri. E’ la “regola dei 5 secondi”, diventata ormai un vero e proprio mantra di mamme, nonne e tate. Ma c’è chi non è del tutto d’accordo, ed è il giornale The Guardian.

Ma andiamo per ordine: Il primo tentativo di indagare sull’attendibilità della cosiddetta “Seconds five rule” è stato quello di Jillian Clarke, studentessa americana di una scuola superiore di agricoltura. Era il 2003 e Clarke stava partecipando a un laboratorio di microbiologia all’University of Illinois. La ragazza dimostrò che anche una brevissima esposizione contamina il cibo caduto su una superficie infestata dal batterio Escherichia coli. Nello specifico, Clarke scoprì che il contagio è più probabile quando il batterio si trova su una superficie liscia e che i cibi secchi attraggono meno batteri. Questa ricerca le valse il premio Ig Nobel nel 2004.

Nel 2007 Paul Dawson, profess ore in scienza alimentare alla Clemson University nella Carolina del Sud fece un test dimostrando che il livello di sporcizia del suolo è più importante del tempo in cui il cibo è rimasto a terra. Dawson lasciò cadere a terra del pane e della mortadella dimostrando che il cibo viene contagiato maggiormente se casca su un tappeto contaminato con la salmonella piuttosto che su un pavimento in legno o piastrellato.

Per lo scienziato la “regola dei 5 secondi” è in assoluto falsa, perché in ogni caso quando tocca il suolo il cibo viene a contatto con dei batteri che possono farti stare male. Mangiare cibo caduto a terra è particolarmente sconsigliato soprattutto per i bambini e per gli anziani. Se il terreno è sudicio, a prescindere dal materiale di cui è fatto è meglio non osare, in caso contrario, sappiate che non è una tragedia.

GR