Punito perché gay, la scuola si difende: “Foto porno sul web”

Scuola (Jeff J Mitchell/Getty Images)
Scuola (Jeff J Mitchell/Getty Images)

Polemiche a Monza, dove uno studente 16enne di un istituto cattolico sarebbe stato tenuto fuori dalla classe perchè gay. L’istituto di formazione professionale è riconosciuto e convenzionato con la Regione Lombardia. Secondo la versione del direttore della scuola, Adriano Corioni, non c’è stata nessuna discriminazione e spiega: “L’episodio risale a mercoledì scorso. E la mattina successiva il ragazzo si è presentato a scuola con la madre e i carabinieri. Si era verificato un grave episodio e volevamo tutelare il ragazzo, per cui lo abbiamo messo in uno ‘spazio’ all’interno del centro, dove si fermano anche i docenti. Ma non è un corridoio. E c’erano anche degli educatori”.

In base a quello che è il racconto del direttore, il ragazzo aveva “pubblicato su un social network una fotografia ‘pornografica’, un atto sessuale, che lo ritraeva. Sono stati i compagni, amareggiati a informarci. A questo punto per evitare che in classe si ingigantisse la cosa, e che ci fossero tensioni, tra chi è contro e chi è a favore”, si è deciso di separarlo dagli altri e metterlo in una stanza diversa. Il tutto in attesa, continua il direttore, “di parlare con la famiglia e i servizi sociali che già seguono il giovane. Li abbiamo chiamati, ma i servizi sociali, fino a oggi, non si sono proprio fatti vedere”.

Si è ormai scatenata però la polemica e il mondo politico sembra compattarsi nel denunciare l’accaduto: “Quanto tempo bisogna aspettare per avere una legge civile contro l’omofobia?”, domanda Sinistra Ecologia Libertà con il coordinatore nazionale, Nicola Fratoianni. Da parte sua,  la deputata e responsabile Scuola e università di Forza Italia Elena Centemero, chiede che “il Miur faccia chiarezza” e annuncia un’interrogazione parlamentare. Duro anche il leghista Sergio Divina: “E’ una vicenda assurda, è una scemenza dire che un ragazzo siccome è gay non può stare in classe”.

Intervento del garante

Sulla vicenda interviene anche il garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Vincenzo Spadafora: “Come si può obbligare un adolescente a stare fuori dalla propria aula con il suo banco durante le lezioni, offendendolo, discriminandolo e marchiandolo nel carattere e nella dignità, soltanto perché gay. Se veramente venisse confermato quanto denunciato dalla famiglia del ragazzo di Monza, mi impegno personalmente affinché si prendano dei seri provvedimenti nei confronti dell’istituto brianzolo”.

Per il presidente di Arcigay, Flavio Romani si tratta di “un fatto gravissimo, inconcepibile, per il quale chiediamo l’intervento fermo e severo del Miur”, infine il sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, evidenzia che se venisse confermato l’accaduto “sarebbe un fatto di una gravità inaudita, di cui la scuola dovrà rispondere”.

Leggi anche

Milano: Avv. Taormina condannato per discriminazione nei confronti dei gay

Gay suicida: era vittima di omofobia e bullismo

Roma: ventunenne si getta dal quarto piano. “Sono gay, in Italia esiste l’omofobia”

“Vai a letto con una prostituta o ti licenzio”: cuoco gay umiliato dal Boss

Gay e senza lavoro, prova a darsi fuoco

GM