Terremoto, arrivano aiuti anche da chi non ha niente

Terremoto (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

La beneficenza travalica i confini del cuore per giungere in ogni punto del globo. A metà dicembre qui in Italia è arrivato un bonifico di 238 euro, un regalo per i bambini vittime del terremoto proveniente da Kinogué, un distretto di 30 villaggi e 15mila abitanti nella Repubblica del Congo, ai margini della foresta pluviale. Il luogo è privo di acqua corrente e luce.

A raccontare la storia ci pensa Flavia Amabile che dice: “A fine agosto don Ghislain, un sacerdote congolese mostra le immagini di Amatrice, di Accumuli, di Arquata, delle case e dei borghi interi distrutti ai parrocchiani. Il sindaco e il capo-villaggio pensano di avviare una raccolta fondi. All’inizio sembra un’azione disperata”. Parte così il passaparola che coinvolge tutti i villaggi vicini. Naturalmente c’è chi ha meno da dare e chi di più: “C’è chi non arriva a 10 centesimi e chi riesce a donare anche 15 euro”. Finalmente ad inizio dicembre si chiude la raccolta. Jenny Peppucci, 27 anni, volontaria dell’associazione, originaria dell’Umbria riceve in dote l’incasso. Un piccolo foglietto recante la cifra raccolta parla di 156400 franchi congolesi, pari a 238,43 euro, un vero successo, la Peppucci racconta: “Mi hanno chiamata dicendo: visto che voi fate tanto qui, vogliamo anche noi aiutarvi in questa situazione difficile per voi”. La somma viene così inviata al presidente della Regione Umbria ed è firmata dal sindaco del distretto, Daniel Mouangoueya, che ha così spiegato: “Ci siamo sentiti coinvolti nel lutto che tocca il vostro paese e l’Umbria. Quindi abbiamo deciso di organizzare una raccolta minima di denaro per manifestare la nostra solidarietà”. Al di là dell’entità della donazione resta l’immenso valore simbolico del gesto di una popolazione che soffre ogni giorno in silenzio e in povertà. Un vero ceffone in pieno volto ai tanti signorotti che si sono tenuti distanti dalla tragedia pure avendo molto da dare.

Antonio Russo