Meningite, è corsa alla vaccinazione. Il ministero: “E’ inutile”

(PHILIPPE DESMAZES/AFP/Getty Images)

Non ci sarebbe alcuna emergenza meningite, nonostante i sei casi mortali negli ultimi giorni. L’ultima vittima è un uomo di 50 anni di Alatri che era stato ricoverato in gravissime condizioni il 31 dicembre e che è deceduto al policlinico Umberto I di Roma. Ricoverata anche una ragazzina di 14 anni, sempre nella Capitale e nelle ultime ore si è appreso di un ricovero di un’anziana a Palermo. Così è iniziata la corsa alla vaccinazione, anche se Ranieri Guerra, direttore generale della Prevenzione al ministero della Salute, tranquillizza e spiega che è eccessivo parlare di emergenza: “Non c’è nessun motivo che giustifichi un’improvvisa vaccinazione di massa in base alla casistica attuale della malattia”.

Chiarisce Guerra: “Chi è bene che si vaccini lo deve fare, seguendo i normali calendari vaccinali e consultando il proprio medico in merito all’opportunità e ai tempi”. Il problema è un altro: in questi giorni, anche la più banale influenza stagionale viene scambiata per una forma letale di meningite e in tanti decidono di andare al pronto soccorso perché preoccupati. In realtà, le categorie maggiormente a rischio sono i bambini piccoli e gli adolescenti. Alcuni vaccini – va ricordato – sono raccomandati e offerti gratuitamente: ad esempio, è prevista la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente – ovvero coniugato anti-meningococco A, C, Y, W – per gli adolescenti.

Il vaccino inoltre è fortemente raccomandato in chi è affetto da alcune patologie, come talassemia o diabete, e in presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi, frequentano discoteche o dormono in dormitori, reclute militari. Guerra rassicura poi su un’altra fobia che si è diffusa in questi giorni, quella di rimanere senza vaccino: “L’unico, parziale, problema di approvvigionamento c’è in questo momento in Sicilia, dove è stata aumentata molto l’offerta del vaccino tetravalente, ma la Regione riesce comunque a garantire la vaccinazione per il meningococco C”.

Infine rassicurazioni sull’intervento del ministero in caso di necessità: “Se una Regione fosse in situazione di reale difficoltà il ministero interverrebbe, come è avvenuto nel 2015, quando la Toscana decise di aumentare, opportunamente, la copertura vaccinale per un incremento reale dei casi di meningite e si trovò in una situazione di scarsità di vaccini. In quel caso lo Stato, con l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), chiese una pronta fornitura straordinaria al produtto del vaccino, che la assicurò convogliando scorte da altri Paesi”.

 

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GM