Morto di freddo, il sindaco lancia pesanti accuse – VIDEO

(Websource/archivio)

Angelo Lanzaro aveva solo 43 anni. Aveva chiesto più volte aiuto, ma era sempre stato ignorato da tutti, soprattutto dalle istituzioni. Ora Angelo è morto, morto per il freddo e dimenticato da tutti. Non da Sergio, il senzatetto che viveva assieme ad Angelo da un anno, condividendo le sue stesse difficoltà, e che ha parlato così: “Ieri sera sono rientrato con due pizze, abbiamo mangiato, poi ci siamo scambiati qualche chiacchiera e infine a letto. Sono andato da lui per dagli una sigaretta come ogni mattina”, ha dichiarato, “l’ho toccato ma non mi ha risposto. L’ho chiamato: Angelo, Angelo, ma niente. Era freddo, sono corso a chiedere aiuto, ma non c’era nessuno. Ho chiesto aiuto alla pizzeria Vesuvio che finalmente ha chiamato i soccorsi”.

Oggi di quella morte assurda ha parlato anche il sindaco di Avellino Paolo Foti: “Chiedo scusa alla città per la morte di Angelo Lanzaro. Non era un cittadino di Avellino, ma un uomo fatto di carne e ossa. Un uomo che non meritava di morire così. Aprirò un’indagine interna per individuare eventuali colpevoli. Un’indagine rivolta a chi doveva occuparsi del caso di Angelo e dei suoi amici.  (Foti si riferisce fra gli altri all’assessorato alle Politiche Sociali e  ai vigili urbani, n.d.r.). Ringrazio gli organi di informazione che sono più attenti degli addetti ai Lavori. Queste notizie ridatele direttamente a me: ho l’impressione che ricada tutto sulle mie spalle. Non è un modo per scusarmi. Dovrò fare più attenzione al lavoro di chi mi circonda. So che comunque tutte le scuse del mondo non possono bastare. Troppo è il dolore. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Anche delle associazioni di settore. Da soli non possiamo farcela”.

Intanto infuriano le polemiche. Molti non vogliono che si parli solo di una morte causata dal freddo, ma ci tengono a sottolineare che Angelo poteva essere salvato se solo fosse stato seguito e assistito da chi di dovere. Angelo infatti è vittima di un sistema assistenziale che ha fallito, sordo alle richieste di aiuto delle tre persone che vivevano all’interno del Mercatone. Un sistema che non ha nemmeno ascoltato le denunce dei mezzi di informazione sottovalutando una situazione che poi si è rivelata tristemente fatale.

In questo video il povero Angelo veniva intervistato e si commuoveva quando gli chiedevano dei suoi figli:

F.B.