Omicidio Garlasco, il mistero della prova sparita

Chiara Poggi (Websource)

In questi giorni si è tornato a parlare molto del delitto di Garlasco, quello nel quale venne uccisa Chiara Poggi e per il quale si trova in carcere il suo fidanzato di allora Alberto Stasi. Si pensava infatti che si potesse clamorosamente riaprire il caso dopo che un’analisi del Dna fatta dalla difesa sul materiale trovato sotto le unghie della vittima aveva dimostrato come non appartenesse a Stasi, bensì a Andrea Sempio, un amico di famiglia. A quanto pare la Procura di Pavia, avendo ritenuto inattendibili le nuove analisi sul Dna effettuate dalla difesa, sta pensando di archiviare questa presunta nuova prova. Ma in realtà c’è un’altra prova che poteva essere ancora più decisiva e che al momento è sparita. Si tratta di trentasei capelli lunghi trovati nella villetta di Garlasco dove è stata uccisa Chiara. In un primo momento non vennero presi in considerazione in quanto “inutilizzabili”. Mancava infatti il bulbo da cui solitamente si estrae il Dna. Adesso che la difesa sostiene che ci sia sul luogo del delitto altro materiale organico non appartenente né a Chiara né ad Alberto tornerebbe utile poter analizzare quei capelli. Peccato che nessuno sappia che fine hanno fatto. Secondo gli esperti della difesa potrebbero essere l’ennesima prova che sulla scena del crimine ci fosse Andrea Sempio e non Alberto Stasi.

F.B.
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