“Chiudi gli occhi e spara”: così l’Isis usa i bambini – FOTO

(ritaglio video)

Ancora orrore da parte dell’Isis e ancora dei ragazzini o dei bambini protagonisti: un video scioccante mostra la decapitazione e fucilazione di tre uomini, a cui partecipano alcuni bambini di circa dieci anni che indossano uniformi in stile mimetica. La brutalità si è consumata a Deir ez-Zor, in Siria. Tra gli altri, sono riconoscibili un bambino tremante con una pistola in mano, rivolta contro uno dei prigionieri, mentre un altro maneggia un grosso coltello prima di tagliare selvaggiamente la gola di un uomo. Tutti i bambini hanno i vessilli che contraddistinguono gli uomini del Daesh. Una vittima, si presume un miliziano del Pkk, la formazione di sinistra con sede in Iraq e Turchia che da due anni lotta contro l’Isis, parla alla telecamera prima di essere ucciso in un parco di divertimenti abbandonato da uno dei bambini. Si vede il piccolo che va verso di lui impugnando bene un coltello. Un altro bambino, poco dopo, punta la pistola in testa a un altro prigioniero, e gli spara contro chiudendo gli occhi perché visibilmente spaventato. Nei mesi scorsi, un video che mostra bambini a cui viene fatto il lavaggio del cervello e che svolgono esecuzioni era già stato rilasciato dall’Isis.

In estate, i jihadisti del Daesh hanno pubblicato le immagini di cinque bambini, di età compresa tra i 10 e i 13 anni, che assassinano prigionieri curdi. I piccoli hanno nazionalità diverse: sicuramente ci sono un egiziano, un curdo, un tunisino e un uzbeco. Poi si intravede un ragazzino bianco con occhi azzurri, che è indicato come Abu Abdullah “al Britani”, cioè il britannico. Vestiti in abiti militari e armati con pistole, sono di fronte a una fila di cinque uomini in ginocchio vestiti di arancione come i detenuti. Secondo l’agenzia curda Rudaw, sarebbero guerriglieri curdi. Questo l’urlo di uno dei bambini, prima dell’esecuzione con una calibro nove rivolta alla nuca dei prigionieri: “Nessuno può salvare i curdi, neanche con il supporto di America, Francia, Gran Bretagna, Germania e i diavoli dell’inferno”.

Nei mesi scorsi, la ‘Rete Siria’ denunciava che per far fronte alle ingenti perdite di vite umane e alla fuga di molti foreign fighter, sarebbero in aumento i bambini soldato reclutati dall’Isis. I minori, secondo quanto affermato dagli attivisti, “vengono addestrati in appositi campi per essere subito dopo inviati al fronte con altri combattenti”. Negli ultimi mesi, l’Isis non ha risparmiato atrocità nei confronti dei minori, arrivando a lanciare una “fatwa” contro i bambini disabili. Sempre in estate, un attentato durante il ricevimento di un matrimonio a Gaziantep, non lontano al confine con la Siria, ha causato decine di vittime, una cinquantina, delle quali metà sono bambini. L’autore della strage, ha ammesso il governo turco, è un baby-terrorista: “Aveva tra i 12 e i 14 anni” ha spiegato il premier turco Erdogan ai giornalisti. Il ragazzino era quasi sicuramente accompagnato da un adulto. Appena 24 ore dopo, le forze dell’ordine in pattuglia per le strade di Kirkuk hanno fermato un ragazzino di 12 anni. Sotto la maglia del Barcellona di Leo Messi, il bambino aveva una cintura esplosiva.

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GM