Torna Cassano: ”Io, la Juve, l’Inter, Mazzarri e la mia prossima squadra”

Antonio Cassano (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Antonio Cassano ha rescisso il contratto con la Sampdoria negli scorsi giorni e adesso è libero di trovarsi una nuova squadra da qui al termine della stagione. Si era parlato per lui addirittura di ritiro, ma il fantasista barese non ha nessuna intenzione di appendere le scarpette al chiodo. O quantomeno la sua intenzione è questa, ma se non arriverà nessuna chiamata è pronto a ”fare da baby-sitter ai miei figli”, come dice lui stessa in una lunga intervista al Corriere dello Sport. Queste alcune delle sue parole, iniziando dalla sua avventura romana: ”Il passaggio alla Roma e l’arrivo a Roma? Avevo l’occasione di andare alla Juve però, quando ho iniziato a giocare, ammiravo molto il Pupo, Francesco Totti. Era il giocatore che in quel periodo, in serie A, era diverso da tutti gli altri. Era il più forte di tutti e io mi rivedevo in lui. Dovevo andare alla Juve però quando c’è stata l’offerta dei giallorossi ho detto al mio procuratore ”dobbiamo andare a Roma assolutamente”. Non mi importa della Juve. Sono andato a Roma solo ed esclusivamente per giocare con Totti”.

Cassano parla poi dell’avventura all’Inter: ”L’Inter è sempre stata la squadra del mio cuore, sono sempre stato interista. Ho spinto perciò come un matto, quando dovevo andare dal Milan all’Inter, perché volevo a tutti i costi la maglia nerazzurra. Ho fatto una buona stagione, con nove o dieci gol. Poi arrivò quel santone di Mazzarri, che si sveglia la mattina e vuole fare quello che sa tutto, e all’inizio mi disse, perché avevamo lo stesso procuratore, che non c’erano problemi con me. Poi, appena firmato, dichiarò: “Cassano è il primo che deve andare via”. Ho sentito allora Moratti, altra persona fantastica che ho trovato nel mondo del calcio, che mi disse “Antò, sono in difficoltà, Mazzarri mi ha detto che te non rientri nei piani della squadra”. Io, siccome Moratti è una persona da rispettare, ho detto “Presidente non c’è problema, mi trovo una squadra”. Sono andato via senza polemica, perché non c’era motivo di farne. Perché se oggi mi chiedessero: Antonio qual è la squadra migliore nella quale tu ti sei trovato? Dove eri felice? Io risponderei l’Inter. Perché era gestita in una maniera fantastica da Marco Branca e Piero Ausilio. L’Inter per me è stata la piazza migliore, tra le grandi squadre. Delle piccole invece è stato il Parma”.

L’ultima parte dell’intervista è per il suo futuro: ”Mi piacerebbe continuare a giocare perché, dopo i miei figli e mia moglie, la mia vita è il calcio. Io amo il calcio, sono follemente innamorato del pallone e mi piacerebbe tornare a giocare a calcio. Ho una grande voglia. E’ la prima volta che sono rimasto al mio peso, anche se sono fermo da sei mesi. Mi sto allenando duramente con i ragazzini perché ho un grande entusiasmo per tornare a giocare. E sono pronto per farlo. Ho avuto proposte dall’estero. In Italia ho avuto delle proposte dal Palermo a luglio scorso e anche il Crotone pochi giorni fa mi ha cercato. Però sono innamorato di Genova e mi piacerebbe rimanere nei dintorni, al Nord, se dovessi giocare in Italia. Se invece dovessi andare all’estero, cosa che non escludo, sarebbe ovviamente un altro discorso. anche in serie B? Il Pupo a quarant’anni, con questa serie A, può divertirsi ancora un paio d’anni e io penso, a trentaquattro anni, di poter dire ancora la mia. E non facendo solo la presenza. Se arrivasse il momento in cui diventassi ridicolo nel calcio, se non ce la facessi più, sarei il primo a smettere. Io ora sono convinto di poter ancora divertirmi e fare la
 differenza, in serie A”.