“Ecco come vivono i nostri bimbi per colpa degli immigrati”

(Websource/archivio)

Furente protesta a Occhieppo superiore (Biella). Una situazione di disagio che dura da circa tre anni e che ora sta diventando davvero intollerabile. Moltissime nel tempo le denunce e le lamentele, molta soprattutto la paura nella popolazione di questo piccolo comune di soli 3mila abitanti. Ormai è acclarato che i migranti che risiedono nel centro profughi situato proprio in questo paesino spacciano droga. Ma non si accontentano di questo, addirittura arrivano a proporla ai ragazzini e ai bambini del quartiere. Le famiglie sono disperate e in pratica sono costrette a tenere chiusi in casa i loro figli e a farli vivere “come se fossero in un lager”.

Sabrina Grandi, residente e madre di due ragazzi, spiega: “I miei figli si sentono carcerati, ma io ho paura. Così gli impedisco di uscire di casa. I migranti avvicinano i nostri figli e li invogliano a consumare droga. Gli dicono: ‘Provatela, che è buona’. E gliela regalano. Lo fanno per creare una dipendenza e poi avere nuovi clienti”. Qualche tempo fa i Carabinieri hanno fatto un blitz nella struttura che un tempo ospitava gli anziani e hanno sequestrato 100 grammi di marijuana già divisa in dosi pronte per essere vendute. Da allora però non è cambiato nulla, anzi se possibile la situazione è anche peggiorata.

E quello della droga non è il solo incubo per i residenti. C’è infatti anche tanta paura delle aggressioni sessuali. Filippo Fanton, proprietario di un appartamento a due passi dal centro profughi, spiega: “Un gruppo di siriani faceva paura e urlava apprezzamenti pesanti alle ragazze del quartiere. Per ora non è successo ancora l’irreparabile, ma questa è casa nostra e non si può vivere così”.

La polemica ovviamente è anche politica. “E pensare che la struttura non ha nemmeno i requisiti minimi per poter essere usata”, spiega Guido Dellarovere, capogruppo dell’opposizione. “Se un cittadino volesse aprire un albergo in questo stabile, non riuscirebbe mai ad ottenere le autorizzazioni. Invece per i migranti possono trasformare pure le catapecchie in alberghi. I benpensanti della sinistra dicono che questi centri sono come dei lager. Non è vero: siamo noi ad essere costretti a tenere i nostri figli nei lager. Perché abbiamo troppa paura”.

F.B.