Renzi: “Mi spiace essere il vostro incubo”. E poi sorprende tutti

(Websource/archivio)

E’ in corso la direzione del Pd e Renzi non ha mancato di lanciare frecciate più o meno velate alla minoranza interna sorprendendo poi tutti con l’annuncio di cui molti parlavano in questi giorni. “La scissione per me è un momento drammatico. E’ buon senso da parte di chi ha responsabilità di conduzione di una comunità accettare l’invito a fare congresso prima delle elezioni. Io non voglio le scissioni – ha aggiunto -, ma se scissione deve essere sia senza alibi. Certamente senza l’alibi del calendario”. Dunque si farà il congresso. L’ex premier spiega: “Si fa il Congresso perché si vuole decidere il voto. Prima non si faceva il Congresso perché si voleva votare. Voto elezioni politiche e Congresso sono due concetti divisi. Io non sono il Presidente del Consiglio, mai Ministro degli Interni, non sarò mai Presidente della Repubblica, il tema di quando si vota non lo decido io. Il Congresso del PD non si fa per decidere il giorno in cui si andrà a votare. Da qui a un anno si dovrà votare. Facciamoci trovare pronti”.

E poi il messaggio rivolto alla minoranza interna: “Agli amici e compagni della minoranza dico che mi dispiace se sono il vostro incubo, ma per noi non sarete mai i nostri avversari. I nostri avversari non sono in questa stanza”. Infine ancora una parola sul referendum perso: “Rivincita Referendum? Ma magari. Era una partita secca, io ho perso. Penso che il danno lo paghiamo in termini istituzionale. La riforma era una partita a sé stante. Le elezioni non sono rivincita rispetto al Referendum. Quello è cassato, andato, perso. Mi sono assunte tutte le responsabilità”.

F.B.
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