“Can-cro: due sillabe, una vita in frantumi”, le ultime parole della 16enne Giulia

(Facebook)

Giulia Urso aveva solo 16 anni. La ragazza di Vigevano era una brava studentessa e una promessa della pallavolo. Da mesi però, purtroppo come tanti altri sfortunati ragazzi e bambini, combatteva una strenua e durissima battaglia contro la leucemia e oggi questo scontro impari è finito nel peggiore dei modi. Giulia non c’è più. Sul suo profilo Facebook, nel pieno delle cure per provare a sconfiggere il male, scriveva: “Can-cro: due sillabe, una vita in frantumi. Forse un avvertimento più che una condanna, forse una lezione di vita. Dura da accettare ma forse chissà indispensabile per iniziare a cambiare. Chi conosce la mia storia la definisce una tragedia, una disgrazia. Io semplicemente dico che è esperienza.”

Parole che denotano una grande forza e una grande maturità, caratteristiche con le quali ha affrontato tutto il decorso della malattia. Oggi si sono svolti i suoi funerali e le persone che volevano bene a Giulia, 17 anni da compiere ad agosto, erano tantissime. Tutte attonite, basite. Anche se la malattia è stata lunga nessuno poteva accettare che finisse così. I suoi genitori, molto noti, hanno ricevuto l’affetto di centinaia di persone. L’azienda nella quale lavora il padre oggi è rimasta chiusa per lutto e i suoi colleghi dicono: “Abbiamo seguito attraverso il padre l’evoluzione della malattia di Giulia. Abbiamo scoperto il mondo di bambini e giovanissimi malati di cancro, con lui abbiamo condiviso le gioie dei momenti felici in cui la cura sembrava fare effetto, ma anche il dolore di quando le condizioni di Giulia peggioravano. Ricorderemo sempre il coraggio di questa famiglia e di questa ragazza, erano uniti ed intorno a loro c’era la solidarietà di amici e conoscenti. Abbiamo apprezzato molto il gesto della direzione di permettere ai dipendenti di partecipare al funerale di Giulia”.
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F.B.