La confessione di Amanda Knox: ”Relazioni omosessuali in carcere”

Amanda Knox (Photo by Stephen Brashear/Getty Images)

Amanda Knox, la giovane americana prima condannata e poi assolta per l’omicidio della coinquilina Meredith Kercher, fatto risalente al 2007 a Perugia, ha raccontato recentemente la sua esperienza in carcere, dal punto di vista però degli approcci sessuali a cui vengono sottoposte molte persone, di natura omosessuale, in particolare quelli avuti nel carcere perugino di Capanne. Amanda è rimasta per be 4 anni dietro le sbarre del carcere umbro dal 2007 al 2011, e già nel suo libro aveva parlato delle presunte molestie sessuali subite da una guardia carceraria. Ma le avances da parte di sue compagne di cella non erano mai state rivelate. La donna parla di Leny (nome di fantasia), una piccola spacciatrice: ”Appena è arrivata al carcere di Capanne l’ho subito notata. Io ero in carcere da tre anni. Se ne stava sola e imbronciata, camminava avanti e indietro in cortile da sola, a capo chino e spalle curve. Non era insolito per un trasferimento. Ogni carcere ha il suo delicato ecosistema, venire sradicati e ricollocati è un’esperienza spaventosa. Lei era minuta, bassa, con un ventre pronunciato, capelli scuri. Ho capito che non era una minaccia per me. Un giorno, però, Leny mi baciò. Strinsi i denti in un mezzo sorriso, in bilico tra l’imbarazzo e la rabbia. Mi guardava da tempo, poi ha trovato il coraggio di dirmi ciao. Mi ha detto che era lesbica e io le ho detto che ero etero. Quando avevo 14 anni, girava voce nel mio liceo cattolico che ero lesbica, più tardi sono diventata sostenitrice dei gruppi Lgbti e ho contribuito a fondare l’Alleanza per i diritti gay al mio liceo. Quando gliel’ho detto ha fatto un sorriso da orecchio a orecchio. E poi il bacio…”.

Amanda chiude così: ‘‘Era già abbastanza brutto che il carcere avesse rinchiuso il mio corpo ed era già stata molestata sessualmente da guardie maschili. Le ho detto che, dal momento che non poteva rispettare i miei limiti, non potevamo più essere amiche. La situazione è diventata tesa. Mi sentii sollevata quando è stata finalmente rilasciata, anche se ha continuato a scrivermi. Mi ha mandato cd di jazz con scritto sulla copertina “Ti amerò sempre, Leny”. Non le ho mai risposto”.

M.O.

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