Scoppia la polemica: ecco i folli stipendi dei dirigenti del ministero della Salute

(Archivio/Websource)

In tempi di crisi durante i quali si chiede agli italiani ormai da anni di tirare la cinghia non può che suscitare polemiche una notizia del genere. Stiamo parlando degli stipendi di dirigenti e dipendenti del ministero della Salute. Le cifre fanno davvero impressione. Un’indennità tra i 17 e i 25mila euro l’anno garantita dal famigerato articolo 7, stipendi annui lordi complessivi che superano ampiamente i 215mila euro per i super-dirigenti di prima fascia e che vanno ben oltre i 105mila per quelli di seconda fascia. Cifre alte in assoluto e anche di molto superiori se confrontate con quelle degli altri ministeri.

Il peccato originale come dicevamo è proprio l’articolo 7 della legge numero 362 del 1999 che venne introdotto per equiparare i trattamenti degli «amministrativi» a quelli delle «professioni sanitarie» con l’effetto indesiderato di aver fatto lievitare a dismisura  le retribuzioni di tutti i dipendenti del ministero gestito oggi da Beatrice Lorenzin. Tra l’altro alle retribuzioni già molto alte si aggiungono poi i premi di risultato che, per i dirigenti di secondo livello, partono da almeno 12mila euro annui e per quelli di primo livello sono sempre superiori a 20mila euro.

L’indagine sulla trasparenza delle retribuzioni (riferita all’anno 2016) ha portato alla luce anche nomi e cognomi con tanto di cifre. Tra i direttori generali della Salute comanda Silvio Borrello, con poco meno di 221mila euro lordi l’anno. Seguono: Marcella Marletta, sopra i 220mila, Massimo Casciello, Giuseppe Celotto, Giuseppe Ruocco, Gaetana Ferri, tutti intorno ai 217mila euro. E ancora, a 214mila circa, Daniela Rodorigo, Rossana Ugenti, Giovanni Leonardi e Giuseppe Viggiano.