Scandali e cattiva gestione del patrimonio. Crolla l’Otto per mille alla Chiesa

(Tiziana Fabi/Getty Images)

Notizie tutt’altro che favorevoli per il Vaticano arrivano dalle dichiarazioni dei redditi degli italiani. Secondo alcune indiscrezioni infatti, sarebbe stata registrata una caduta a picco delle offerte dell’otto per mille. Crolla dunque la fiducia degli italiani nella Chiesa. Don Ivan Maffeis, portavoce della Cei, ha dichiarato a Quotidiano Nazionale: “Negli ultimi dieci anni mai la Chiesa ha toccato livelli di così bassa credibilità e proprio per la cattiva gestione del denaro. Sono state fatte negli ultimi anni indagini su qual era la disponibilità degli italiani a donare l’otto per mille all’istituzione ecclesiastica. Ebbene, gli ultimi rilevamenti effettuati durante gli stessi mesi che nello scorso anno hanno visto le cronache puntellate di notizie e casi riguardanti scandali finanziari in cui erano coinvolti membri del clero, hanno segnalato una caduta della propensione a firmare per noi. Il punto più basso da dieci anni a questa parte”. Molti sono dunque alla Cei i religiosi spaventati dal crollo dell’otto per mille, fondamentale per la Chiesa cattolica. Nel 2016 i fondi dell’otto per mille assegnati alla Chiesa hanno superato la quota di un miliardo di euro con un leggero incremento rispetto al 2015 quando erano stati di 995 milioni. Di certo non hanno giovato le vicende dell’ex segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone, che ha fatto ristrutturare il proprio appartamento in Vaticano distogliendo fondi dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, o i casi di cattiva gestione del patrimonio e di investimenti spericolati di alcune diocesi. O il caso dell’ex abate di Montecassino, Pietro Vittorelli, accusato di appropriazione indebita. Sarebbero stati 500mila euro i soldi delle offerte a fini caritatevoli sperperati in hotel di lusso, droga e festini gay. “Le esigenze di trasparenza e di legalità” prosegue don Maffeis “sono un banco di prova. Il problema non è strettamente economico, è di Chiesa. Non è di firma in sé, è di appartenenza della gente, di fiducia. E noi ce la giochiamo doppiamente. Da noi ci si aspetta che siamo onesti e trasparenti due volte: come persone e come pastori”.
BC