La truffa diabolica della “banda del bancomat”: ecco come difendersi

(Websource / archivio)

Una truffa (quasi) perfetta, e comunque diabolica. Lo dimostra il numero di denunce sporte dai possesseri di bancomat che vi sono incappati. Il target, in questo caso, è preciso e circoscritto: tutti coloro che per prelevare denaro non usano gli sportelli all’aperto, ma quelli allestiti all’interno delle banche. Il maggior numero di segnalazioni si è registrato a Napoli: nell’ultima settimana sono stati almeno cinque le vittime della truffa in questione tra Chiaia, Vomero e Arenella. E il meccanismo è – soprendentemente – sempre lo stesso.

Com’è noto, per accedere all’interno dell’istituto, occorre strisciare la propria tessera nell’apparecchio esterno e adiacente alle porte automatiche. Poi, dopo aver prelevato regolarmente dallo sportello, bisogna introdurre la tessera in un altro apparecchio. È proprio in quel momento che si consuma la truffa: l’apparecchio che in realtà è stato installato dai truffatori, e non restituisce la tessera originale, ma una carta scaduta che la vittima non riconosce immediatamente. Anche perché i truffatori si avvalgono di alcuni complici che si presentano davanti all’istituto di credito facendo finta di dover entrare e prelevare, di modo da mettere fretta alla vittima, che così tende a non accorgersi di aver ricevuto indietro una carta diversa dalla propria. Chiunque abbia un bancomat è avvisato.

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