Messico, rimossa la cisti ovarica più grande di sempre – PHOTOGALLERY

(Websource / dailymail.co.uk)

Una donna messicana di 24 anni è stata sottoposta ad un intervento chirurgico per la rimozione di un’enorme cisti ovarica del peso equivalente a quello di 10 neonati. La ragazza aveva notato un aumento di peso nonostante seguisse una dieta regolare e, dopo aver effettuato degli esami, ha scoperto di avere una cisti ovarica che è poi cresciuta in maniera spropositata nell’arco di 11 mesi. L’intervento chirurgico è stato necessario per salvarle la vita, visto che la cisti stava schiacciando i suoi organi interni e l’aveva messa a rischio d’insufficienza cardiaca. Nell’ultimo periodo la giovane aveva grosse difficoltà a livello di vita quotidiana: quasi impossibile per lei mangiare, respirare e camminare. Lo scorso anno dunque la decisione di andare sotto ai ferri al Mexico’s General Hospital di Città del Messico, dove il dottor Erik Hanson Viana ha rimosso quella che si ritiene sia la cisti più grande del mondo.

Dimensioni incredbili

Oggi, dopo più di sei mesi, la paziente ha riacquistato la mobilità ed è tornata ad una vita normale. Il dottor Hanson ha così commentato il singolare caso: “Questa è la più grande cisti per cui ho operato, era tanto grande da ricoprire il 95% dell’addome della paziente. E’ davvero raro avere a che fare con una cisti di queste dimensioni, misurava mezzo metro di diametro e 157 cm di circonferenza. Ho effettuato delle ricerche e a quanto pare si tratta della più grande cisti ovarica mai rimossa senza drenarne il sebo. La più grande della storia pesava 145 Kg e, nel 1902, ci sono voluti giorni per il drenaggio. Fatico anche solo ad immaginare una cosa del genere”. Il dottor Hanson ha poi parlato del suo caso nello specifico: “La paziente era piuttosto sovrappeso e aveva notato che, mettendosi a dieta, perdeva peso ovunque mentre il ventre aumentava le proprie dimensioni. Quando l’ho incontrata riusciva a malapena a fare due passi, poi cominciava ad agitarsi come se stesse lottando per respirare: era la cisti che le comprimeva i polmoni”. Il medico ha poi raccontato di come il recupero della donna sia proceduto senza intoppi: “Alcuni esperti ritengono che una cisti per essere definita “gigante” deve misurare più di 10 cm, altri che deve pesare più di 12 Kg o che deve essere più grande della regione ombelicale del paziente, ma questa era molto più grande. Se non avessimo operato sarebbe arrivata a mettere seriamente in pericolo la vita della paziente. Due giorni dopo l’intervento è uscita dall’ospedale sulle sue gambe, fino a poco prima girava con un peso di 33 chili dentro il suo corpo e si muoveva come se stesse sulla luna. Quando l’abbiamo rivista per un controllo, sei mesi dopo l’intervento, era completamente ristabilita. Ora cammina normalmente, senza bisogno di bastoni o altri supporti e il suo addome è piatto”.

Operazione necessaria

Il dottor Hanson ha rimarcato il fatto che la cisti doveva essere necessariament operata: “Dal momento che era diventata così grande, aveva cominciato a comprimere il suo intestino e ad impedirle di mangiare. La cisti comprimeva anche vasi sanguigni e arterie fondamentali per la circolazione, quindi rischiava anche di avere gravi problemi cardiaci”. E proprio a causa delle dimensioni della cisti, il dottor Hanson e il dottor Abel Jalife temevano che il drenaggio avrebbe potuto mettere a rischio la vita della paziente. Il 20% delle cisti ovariche giganti infatti sono maligne e un drenaggio avrebbe potuto comportare la contaminazione della parete addominale da parte di cellule tumorali. Tuttavia la strada intrapresa dall’equipe medica non era affatto semplice, come ha spiegato il dottor Hanson: “Rimuoverla interamente era comunque un’ardua impresa, poichè le pareti della cisti erano spesse meno di un millimetro e bisognava impedirne l’essicazione onde evitare che si rompessero con facilità”. Il dottor Hanson ha inoltre affermato che non esiste un metodo unanime per effettuare questo tipo di operazioni: “Non c’è un consenso unanime nella comunità medica in merito a questo tipo di operazioni”. La giovane paziente ha scelto la strada della rimozione senza drenaggio, nonostante questo comportasse una lunga cicatrice sul proprio addome: “Ha scelto questa opzione pur sapendo che avrebbe avuto una cicatrice dal petto sino al pube, ma non era preoccupata dall’estetica. In principio ha avuto a che fare con le smagliature e con tuti i difetti estetici che questo genere di operazioni comporta, ma ora tutto è tornato come prima”.
La donna ora è tornata alla vita di tutti i giorni, con grande soddisfazione anche da parte del dottor Hanson e della sua equipe: “Facciamo questo lavoro anche per la gratificazione che si prova quando si riesce a cambiare completamente la vita ad una persona e quando si capisce che questa non si dimenticherà mai di te e non smetterà mai di ringraziarti”.