14 anni fa, la morte di Fabrizio Quattrocchi – VIDEO

Fabrizio Quattrocchi (foto dal web)

Sono passati quattordici anni dalla morte di Fabrizio Quattrocchi, il contractor italiano ucciso in Iraq il 14 aprile 2004. La vicenda della guardia di sicurezza privata italiana rapita a Baghdad insieme ai colleghi Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Salvatore Stefio, da miliziani del gruppo autoproclamatosi “Falangi Verdi di Maometto”, tenne il Paese con il fiato sospeso. Il rapimento avvenne il 13 aprile e appena 24 ore dopo Fabrizio Quattrocchi venne giustiziato: “Vi faccio vedere come muore un italiano”, la frase che pronunciò prima di morire in maniera atroce, contenuta in un video trasmesso mesi dopo la sua esecuzione.

Dopo un periodo di silenzio, i rapitori chiesero all’Italia il ritiro delle truppe dall’Iraq, e le scuse per alcune frasi che avrebbero offeso l’Islam. Quell’ultimatum venne rifiutato, ma i tre italiani rapiti vennero liberati ugualmente, dopo 58 lunghi giorni di prigionia, l’8 giugno 2004. In precedenza, grazie a una trattativa condotta anche tramite la Croce Rossa Italiana in Iraq, un intermediario riusciva a rintracciare – il 21 maggio 2004 – i resti umani che venivano attribuiti a Fabrizio Quattrocchi. La conferma sarebbe arrivata due giorni dopo dalle analisi sul DNA condotte in loco dal reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri e infine, dopo il trasferimento in Italia, presso l’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Roma.

Il video dell’esecuzione

“Quando gli assassini gli stavano puntando la pistola contro, questo ragazzo ha cercato di togliersi il cappuccio e ha gridato: adesso vi faccio vedere come muore un italiano. E lo hanno ucciso. È morto così: da coraggioso, da eroe”, disse il ministro degli Esteri, Franco Frattini, quando emerse l’esistenza di un video dell’uccisione del contractor italiano. Nei giorni successivi alla liberazione degli altri ostaggi, il ‘Sunday Times’ pubblicò l’intervista a un iracheno, il cui nome di battaglia è Abu Yussuf, che sostenne di aver girato il video in cui veniva ripresa la morte di Fabrizio Quattrocchi.

Secondo il miliziano, il contractor disse lui: “È inutile, il mio governo non tratterà mai con voi per salvare le nostre vite”. Poi aggiunse: “Tu che parli italiano concedimi un desiderio, toglimi la benda e fammi morire come un italiano”. La circostanza della presenza di un rapitore in grado di parlare italiano venne confermata da Agliana. Invece, solo nel gennaio 2006 il TG1 della Rai ricevette un filmato relativo all’uccisione di Quattrocchi, che però decise di trasmettere in maniera parziale, mentre Pino Scaccia, inviato in Iraq in quegli anni, nel suo blog ne descrisse l’intero contenuto.

Il processo

Sotto processo per la morte di Fabrizio Quattrocchi finirono due miliziani che avrebbero fatto parte del gruppo di rapitori, ossia Hamed Hillal Al Qubeidi e Hamid Hillal Al Qubeidi, detenuti ad Abu Ghraib, quindi praticamente indagati e processati a piede libero. Per i due, il pubblico ministero Erminio Amelio aveva chiesto la condanna a venticinque anni per finalità terroristiche, mentre i giudici nella sentenza avevano scritto che gli imputati nulla avevano a che vedere con gruppi organizzati.

La Corte nelle motivazioni, depositate a novembre 2013, esprime dubbi che “quella pur grave azione delittuosa potesse avere un’efficacia così destabilizzante da poter disarticolare la stessa struttura essenziale dello Stato democratico”. Si legge ancora nelle motivazioni: “È chiaro come, nel caso in esame, detta finalità non risulti dimostrata alla stregua degli elementi di prova acquisiti”.

Il rapimento di Fabrizio Quattrocchi (ritaglio video)

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GM