Il folle gesto di Brian, ragazzo “promettente”

(Websource / Mirror)

Ha massacrato i genitori a coltellate e martellate e ha lasciato i loro cadaveri in decomposizione dentro casa prima di partire per una vacanza di lusso in America con l’ignara fidanzata Amal Saba. Brian Blackwell, di Merseyside, in Inghilterra, aveva solo 18 anni ed era considerato un ragazzo “promettente” quando ha ucciso il papà Sydney, 72 anni, e la mamma Jackie, 60. Correva l’anno 2004. Ora un nuovo documentario, Teens who kill (“adolescenti che uccidono”), in onda stasera su CBS Reality, torna su questa inquietante vicenda nel tentativo di far luce sui nodi irrisolti.

Alla fidanzata Blackwell aveva detto di essere un tennista professionista, e per rendere più credibile la messinscena l’aveva ricoperta di doni e soldi, pur non avendone i mezzi. Proprio per continuare a concedersi quel tenore di vita avrebbe ucciso i genitori, nella speranza di ereditarne i beni. Al ritorno della sua vacanza negli Usa, sei settimane dopo aver ucciso i genitori, Blackwell fu però arrestato con l’accusa di omicidio.

Gli autori di Teens who kill hanno interpellato l’équipe di esperti che si occupò a suo tempo del “caso”, tra cui l’ex ispettore capo di Polizia di Merseyside, Mike Keogh, il quale dice di considerarlo “l’omicidio più sconvolgente” di cui si sia mai occupato. Lo psicologo Becky Spelman ha spiegato invece che Blackwell “era una persona che ha messo su un piatto della bilancia la vita dei genitori e sull’altro le fantasie da lui create, e ha scelto le fantasie”. Il suo era dunque un vero e proprio disturbo mentale, che lo portava a comportarsi in modo infantile e immaturo. Proprio per questo nel 2005 il giovane fu condannato all’ergastolo, dopo essersi dichiarato colpevole dei reati a lui ascritti.

EDS